Governo, Conte rinuncia: si torna al voto

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Dopo un colloquio di circa un’ora tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier incaricato Giuseppe Conte, il portavoce del Quirinale ha dichiarato che Conte ha rimesso il suo incarico nelle mani del presidente, che lo ringrazia. Poche ore prima Enrico Mentana  aveva annunciato di aver saputo attraverso fonti autorevoli che si tornerà al voto. A questo punto pare che il nodo sia stata proprio l’eventuale nomina di Savona all’economia. Si potrebbe quindi procedere a un “governo del presidente” per tornare alle urne a settembre. È arrivato su Facebook il commento di Salvini: «prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto no. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi». Conte ha commentato così: «ho profuso il massimo sforzo e con la collaborazione piena delle forze politiche che mi hanno designato. Grazie a tutti».

Per ultimo ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: ho agevolato in ogni modo il tentativo di formare un governo da parte di Lega e M5S, rispettando i loro tempi e accogliendo la loro proposta del premier nonostante non fosse stato eletto in parlamento. Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato il cosiddetto “governo del cambiamento”. Avevo fatto presente che per alcuni ministeri avrei esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere. Questo pomeriggio il professor Conte mi ha presentato la lista dei ministri che io dovrei firmare. Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella per l’economia. Ho chiesto per quel ministero un autorevole esponente politico della maggioranza e non qualcuno che sposa idee di uscita dell’Italia dall’euro. L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e l’impennata dello spread aumenta il nostro debito pubblico e riduce la possibilità di spesa per il sociale. Le perdite in borsa configurano rischi concreti per i risparmi delle famiglie, con particolare attenzione ai mutui e ai finanziamenti. È mio dovere essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. Vanno respinte al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull’Italia da parte di organi di stampa di un Paese europeo. Non faccio queste affermazioni a cuor leggero. Nelle prossime ore assumerò un’iniziativa. Il ritorno alle urne – ha concluso Mattarella – dipenderà dalle indicazioni del parlamento».

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