Curarsi costa troppo, il governo gialloverde riformi la sanità

Il sistema sanitario italiano (e veneto) funziona solo per le patologie gravi. E intanto i privati si intascano miliardi

C’è poco da dire: il sistema sanitario (anche veneto) andrebbe riformato radicalmente, ma nessuno ne vuole sapere. Non la politica che evidentemente ha i suoi interessi (la sanità è la prima fonte di corruzione secondo Cantone). Non i cittadini che anche se continuano a sperimentare malfunzionamenti e inconvenienti, pur pagando un prezzo altissimo in termini di imposizione fiscale (chi le tasse le paga, s’intende): al momento infatti gli Italiani sono presi da una generale ondata di ipocondria, tutti sanno di medicina, si preoccupano in modo sproporzionato più delle cure che della prevenzione, più delle malattie che dei comportamenti sani e nella furia delle preoccupazioni sanitarie si fanno inebetire da terapie a-scientifiche, da pericolose convinzioni pseudomediche. E nel frattempo, perché l’ignoranza è la base su cui prospera la sanità inefficiente, costosa e corrotta – come è successo nei giorni scorsi a Verona – un’anziana di 93 anni viene fatta attendere oltre 5 ore al Pronto Soccorso come se nulla fosse….

Questo meraviglioso giochino del Dr. Kildare (l’antesignano della medicina per il popolo) infatti costa; costa l’85% della spesa pubblica regionale, con risultati non sempre incoraggianti. E prosciuga le tasche degli italiani oltre che le casse pubbliche, se è vero, come è vero, che non contenti, siamo riusciti a indebitarci di tasca nostra e perfino a ipotecare beni di famiglia per le cure sanitarie e le medicine.

Abbiamo superato da anni la fase per cui – come scriveva Ivan Illic – è la sanità la prima causa di malattie. Ora siamo oltre. Da tempo sono più le malattie che provochiamo di quelle che curiamo. La sanità miliardaria dell’Italia e del Veneto in realtà funziona solo per le patologie gravissime, per le cure più costose. Per l’ordinaria assistenza ripassate più avanti. Una ferita, un’appendicectomia sono cose nemmeno da nominare. Per essere degni di attenzione del SSN bisogna attendere che la ferita diventi setticemia e che, come minimo, l’appendice si trasformi in peritonite perforata. Così i medici di base mancano o non riescono a fare nulla di quello che dovrebbero fare. Gli anestesisti che sono il cuore dei reparti e delle cure d’urgenza mancano e vorrebbero darsela a gambe.

La spesa sanitaria ci costa una cifra superiore ai 40 miliardi di euro e gran parte di questi soldi finiscono nelle tasche di imprenditori privati delle cliniche e delle analisi. Questo perché il principio cardine sul quale si regge il nostro meraviglioso sistema sanitario è “paga Pantalone”, cioè spendere sempre di più e pagarlo con denari pubblici. È paradossale come gli Italiani credano che la sanità sia gratuita…In Italia non solo ognuno di noi paga profumatamente anche per ciò che non riceve, ma paga molto di più.

Insomma, se non fossimo ciechi, sordi e muti peggio delle tre scimmiette, se non avessimo la classe politica squalificata e irresponsabile che abbiamo da parecchi decenni, avremmo capito da mo’ che la sanità, anche se apparentemente “funziona”, è uno dei maggiori problemi di questo Paese, se non il primo, per le conseguenze che ha sui bilanci pubblici e per i problemi che appunto nonostante le spese altissime continua a creare. In Germania, ad esempio, dove non sono solo bravi a fare automobili e poi a vendercele, da tempo hanno riformato il loro sistema sanitario su base assicurativa obbligatoria (pagata dallo Stato), e ora stanno pensando di migliorarla ulteriormente. Questo nuovo governo gialloverde – difatti non è contemplato dal programma di accordo –farebbe bene a incominciare a pensare, tra le altre cose, a ricostruire il sistema sanitario: che sia al servizio della gente e che costi sulla base delle nostre reali possibilità e bisogni, non in modo da impedire ogni altra spesa pubblica.