Tedx a Vicenza, in scena l’elogio dell’errore

Grande successo per la quarta edizione dell’evento. Dal palco un messaggio chiaro: non siamo definiti dal Dna

Cielo sereno e quasi trenta gradi. Anche se le condizioni meteo invitano a trascorrere la giornata all’aria aperta il teatro Nuovo si riempie. TedxVicenza porta a casa il bottino pieno per il quarto anno di fila. Movimento, entusiasmo. Ma soprattutto collaborazione e contaminazione che, come ricorda la fondatrice di TedxVicenza Benedetta Piva, sono le parole chiave del gruppo che lavora a questa giornata. Quest’anno il tema è “From Me to We”. Da me a noi, dall’individuo alla collettivitá. «È nel noi che l’individuo trova la sua vera esaltazione», dice Lucio Rossi, terzo speaker che ha parlato di come un errore gli abbia cambiato la vita.

Professore e fisico del CERN di Ginevra, esperto di fisica fondamentale, Rossi racconta la sua esperienza ma soprattutto una storia di passione e carisma. Poco importa che il tema sia complesso. Prendersi responsabilità, riconoscere che l’errore indica la direzione e che solo con la forza del noi possiamo esaltare chi siamo singolarmente. Sbagliando, ma riconoscendolo e ponendoci rimedio. Un inno all’errore che coinvolge il pubblico e riceve scrosci di applausi. E per uno che ha parlato di come sono riusciti a trovare il bosone di Higgs, scusate se è poco.

I conduttori riescono a scandire i tempi e a rendere il pubblico partecipe. È uno spettacolo frontale certo, palcoscenico e sedie. Ma il pubblico viene spesso chiamato ad essere parte attiva. Hanno preparato una scenografia che riporta la X di Ted grazie a dei cartoncini colorati. Il “DNA nerd” Sergio Pistoi fa rovistare nella borsa -la G bag in polvere di graffite riciclata- piena di gadget per un esperimento sensoriale alla fine del quale conclude con una frase digitata sul grande schermo: il DNA non è destino. Se siamo bravi in qualcosa, o non lo siamo, se siamo delinquenti, e non lo siamo, dipende quasi esclusivamente dal posto in cui siamo cresciuti. Chi ha orecchie per intendere intenda.

C’è spazio anche per istruttrici di astronauti, ballerini siriani, professori che parlano di fake news ed esperti di robotica, come il professore Tim Landgraf che ha creato un’ape robot in grado di comunicare con le altre api e di mettere in moto un meccanismo che consente alle api di ricaricare le proprie energie tramite un meccanismo che vede miele e collaborazione tra api fondersi. L’idea dello sciame e della comunicazione viene riportato a una tematica attuale: il progetto di far ricaricare le driveless car (macchine senza conducente, automatizzate) attraverso un sistema di comunicazione basato su sensori. «Non sarà così facile sostituire l’uomo con la macchina – racconta Landgraf mettendo a tacere l’ansia da robot che pervade buona parte della letteratura scientifica e della stampa – ma dobbiamo cercare di usare per qualcosa di utile i mezzi che abbiamo a disposizione».

La ricchezza della giornata sta nella varietà e nella qualità degli ospiti, mai banali, attenti, precisi con messaggi chiari e a volte complessi, che sembrano dirci che no, non è tutto facile come sembra. Ci vuole tempo, dedizione, passione e la consapevolezza che i grandi traguardi sono sempre più ascrivibili al We. Al noi. Come è stato ricordato durante lo spettacolo speriamo che, a prescindere dal vincitore che siederà a Palazzo Trissino, TedxVicenza possa continuare a godere del patrocinio del comune.

Tags: , ,

Leggi anche questo