Il neo-sottosegretario Caracciolo “fascista”? Difende il lavoro

Il suo libro “La Costituzione nella Palude” è utile per capire il crollo della sinistra. Che è caduta nella trappola del globalismo

Siamo sicuri che il governo gialloverde sia più di destra dei governi targati Pd? A scorrere le nomine dei sottosegretari sorge qualche dubbio. Con molto piacere e rinnovato ottimismo, tipico di un “sovranista ottimista e di sinistra” (SOS), ho letto nella lista dei sottosegretari il nome del prof. Luciano Barra Caracciolo agli Affari Europei.

Alcune testate giornalistiche hanno sottolineato i suoi incarichi in governi di destra, dimenticando la sua partecipazione anche a governi di sinistra, come ha correttamente riportato il Sole 24 Ore, che nell’articolo pone l’accento sulla contrarietà all’Euro del prof. Barra Caracciolo. Un pericoloso sovversivo che ha osato accostare l’Unione Monetaria al nazismo in un Tweet del 27 marzo 2014: «“bisogna fare le riforme” diverrà una frase come “il lavoro rende liberi” quando sarà il momento della nuova Norimberga».

Nessuno, o quasi, ha fatto riferimento al suo saggio “La Costituzione nella PaludeIndagine su trattati al di sotto di ogni sospetto” (Imprimatur, 2015), libro che dovrebbe essere sul comodino di molti sindacalisti e di molti appartenenti alla pseudo sinistra dentro e fuori dal Parlamento. Il saggio, utile per capire perché la sinistra è crollata, è un elogio appassionato e razionale della nostra Costituzione, una difesa scientifica e puntuale della sovranità democratica giuslavorista e dei diritti fondamentali della Carta del ‘48.

La difesa del lavoro come diritto, è il motivo conduttore delle 323 pagine del libro del nuovo sottosegretario, che lavorerà con il premier Conte e il ministro Savona. L’autore riporta nel libro l’intervento del 12 marzo 1947 dell’on. Ruini all’Assemblea Costituente che pone l’accento sulla scelta della nuova Costituzione di basarsi sul lavoro e sui lavoratori, anziché sul mercato e sulla libera concorrenza, e precisa che a pagina 100: «parlando di lavoratori, noi intendiamo questo termine nel senso più ampio, cioè comprendente il lavoratore intellettuale, il professionista, lo stesso imprenditore...» cioè chi non vive «di monopoli e privilegi» (i mercati), ma del proprio lavoro.

Il lavoro e non la concorrenza o la finanza, l’internazionalismo pacifico fra stati sovrani dell’articolo 11 della Costituzione e non il globalismo sovra statuale dei trattati, sono a fondamento della nostra comunità. Se un governo che nomina sottosegretario un difensore della Costituzione è definito di destra e fascista, allora c’è molta confusione sotto il cielo d’Italia.

(ph: YouTune – Rossa Parma)