Mamme No Pfas: «abbiamo chiesto 10 leggi all’Ue»

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«Non c’è più tempo. Sono oltre 40 anni che assumiamo veleni senza saperlo. Si chiamano Pfas, ma ora ce ne potrebbero essere anche altri. Intanto ci dicono che servono evidenze scientifiche sulle reali conseguenze sulla salute. E noi continuiamo ad aspettare e ad ammalarci. Da queste premesse la richiesta di un intervento forte da parte dall’Ue e dieci proposte». Così in un articolo di Cristina Giacomuzzo sul Giornale di Vicenza a pagina 9, Luca Cecchi, uno dei portavoce dei comitati veneti dei genitori e delle Mamme No Pfas ieri in missione a Bruxelles al Parlamento Europeo.

Cecchi ha sollecitato le istituzioni europee sui seguenti punti: «il principio di precauzione diventi legge fondante; a tutte le sostanze che sono bio-accumulabili, persistenti e tossiche si estenda il limite zero perché il concetto di dose limite giornaliera accettabile va eliminato. Come va vietata la produzione di tali sostanze inquinanti e dannose per la salute. Poi servono studi indipendenti per l’autorizzazione al commercio e certificazioni che siano reali e non auto-certificazioni. E ancora. Il principio che chi inquina paga va sostituito con il divieto di inquinare. Insomma, serve un radicale cambiamento a tutela dell’acqua e della salute».

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