Vicenza, nuova giunta: la grana Siotto per il domabile Rucco

Lo scontro dietro le quinte è soprattutto per l’esponente del gruppo Conte, Abalti & C. E intanto Cicero spadroneggia. La pessima figura sui consiglieri dei post “fascisti”

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Per il nuovo sindaco, Francesco Rucco, nema problema: per la giunta prossima ventura con cui il suo centrodestra governerà Vicenza si tratta di conciliare la rappresentanza delle varie forze con il paletto delle quote rosa (4 assessori su 9), e il gioco, voilà, sarà fatto. Dopo aver varato una specie di oberkommando ristretto con lui, sua maestà rotante Claudio Cicero e la insegnante Cristina Tolio (eletta nella Lega, moglie del sindaco di Creazzo Stefano Giacomin), il neo-borgomastro ostenta ottimismo. E invece, al di là dei vari incastri, una grana tutta politica ce l’ha eccome.

Con un nome e cognome: Simona Siotto. Candidatasi con la civica Rucco, già in Alleanza Nazionale e figlia del dirigente aennista Giuseppe, l’avvocatessa non è una novizia, nel campo dell’amministrazione pubblica. Nel 2003, dopo uno scontro interno al centrodestra, venne sostituita come componente in rappresentanza di Vicenza nel cda del Ciat, il Consorzio per il trattamento dei rifiuti dell’’area vicentina. Torna a fare capolino anni dopo, quando nel 2009 si dimette da vicepresidente di un ente morale per bambini poveri, l’ambulatorio pediatrico ““Principe di Piemonte”, dopo un clamoroso caso di ammanco di 270 mila euro che fece scattare l’inchiesta giudiziaria per l’allora presidente Sergio Fratantoni, denunciato dalla stessa Siotto e dagli altri membri del board. Quella volta, ci fu anche un botta e risposta molto pepato fra lei e il sindaco Achille Variati (Pd). «Nel periodo tra il 2006 ed il 2008 – accusava la Siotto ha indebitamente trafugato dalle casse sociali una somma di circa 270 mila euro; tale appropriazione indebita è stata sempre artificiosamente occultata agli altri consiglieri. (…) Immediatamente è stato presentato un esposto alla Procura, alla Corte dei Conti e alla Regione. Parimenti è stato avvisato il sindaco Variati. Era l’11 marzo 2009. Al sindaco, peraltro, da marzo in poi, era stato chiesto più volte un confronto sulla vicenda, confronto mai accordato». Variati le replicava piccato di prendere atto «con sollievo delle dimissioni della vicepresidente Siotto che portano alla decadenza dell’intero Cda. È sempre stata mia cura distinguere le presunte, e gravissime se confermate, responsabilità dell’ex presidente, su cui sarà la Procura a pronunciarsi, da quelle del resto del cda nominato dall’ex sindaco Hüllweck. Purtroppo, devo ricordare all’avvocato Siotto che è compito preciso e direi elementare dei consiglieri di amministrazione approvare, anno dopo anno, i bilanci dell’ente che amministrano. Non averlo fatto per sei anni consecutivi rappresenta un peccato certo non veniale, che rende ancora più inopportuna questa coda polemica nei confronti di un’amministrazione a cui non spettava e non spetta il controllo dei suoi conti».

Oggi, la Siotto è sgradita a parte dell’attuale maggioranza di centrodestra perchè legata al gruppo riunitosi attorno a Giorgio Conte (ex parlamentare ed ex vicesindaco di An), nell’associazione “Sarà bellissima” (sottinteso: Vicenza) in cui fra l’altro, dicono i beninformati, si aggira anche un altro revenant del passato, Arrigo Abalti, assessore ai tempi di Hullweck. Perchè assegnare un posto in giunta alla Siotto in quota ad una enclave che non ha dato tutto questo gran contributo alla vittoria, e che anzi a suo tempo remava contro?, si chiede polemicamente qualcuno nella coalizione. Una domanda, per la verità, che è saltata fuori anche per Fratelli d’Italia, che dall’alto del suo risultato vertiginoso (appena l’1,66%), reclama il suo pezzo di carne al banchetto delle poltrone sulla base dell’appoggio “antemarcia”, fedele e costante, alla candidatura Rucco, contro quella, poi affondata, del forzista Mantovani. In coda, ma in realtà molto importante nel potere “reale” della giunta, la casella dell’urbanistica, che come scriveva ieri il Giornale di Vicenza, Rucco vorrebbe attribuire ad un altro “usato sicuro”, l’ingegner Lucio Zoppello (ex azzurro già vicino a Lia Sartori, oggi Ncd), con uno studio di progettazione in città. Nel difficile mosaico si dovrà dare soddisfazione anche a Silvio Giovine, recordman di preferenze, vicinissimo all’assessore regionale Elena Donazzan.

La composizione della giunta sarà il primo vero banco di prova per Rucco, notoriamente uomo dalla personalità bonaria e poco incline a battere i pugni sul tavolo mostrando la mascella quadrata (che infatti non ha). Prova ne sia che in questi primi giorni di insediamento il vero sindaco è parso più Cicero, che coi suoi blitz all’alba e di sera tardi per cambiare d’imperio e d’impeto la viabilità ereditata dal dem Dalla Pozza, ha dimostrato non solo di avere un gran voglia, amministrativamente parlando, di menar le mani, ma anche di non preoccuparsi punto se così facendo fa ombra al capo di maggioranza. Capo: bisogna vedere quanto. Perchè un’altra prova viene dall’atteggiamento pilatesco («decide la maggioranza», e non lui) sulle dimissioni dei due consiglieri comunali della sua lista, Leonardo De Marzo e Nicolò Naclerio, che Rucco si era impegnato a far rassegnare per il “caso” dei post fascisti su Facebook. E la maggioranza, con motivazioni che non fanno onore all’onore politico del sindaco, ha deciso di tenerseli (nonostante ad uno, fra l’altro, sia scoppiato in mano un caso davvero pesante, quello della villetta abusiva dei genitori ma destinata a lui). Insomma, non sembra che il motto di questo abbrivio dell’era Rucco sia quello, di futurista memoria, “marciare, non marcire”.

(ph: https://www.facebook.com/simona.siotto)

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