«Tagli a pensioni d’oro? Solo annunci per titoli su giornali»

Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio è tornato a promettere il taglio delle pensioni d’oro e dei vitalizi dei parlamentari. Tuttavia, non è chiaro l’impianto giuridico ed economico della riforma, che peraltro rischia di far scattare ricorsi a catena. «Dire “noi intanto lo facciamo. Che facciano pure ricorso”, vuol dire confessare pubblicamente che si tratta di decisioni puramente di immagine. Di dichiarazioni che servono ad alimentare i titoli dei giornali e che il giorno dopo non varranno più». A dirlo è Cesare Pinelli, professore di diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma, intervistato da Fiorina Capozzi sul Fatto Quotidiano. «Arriveranno puntualmente i ricorsi e, a distanza di un anno, gli interessati avranno indietro quanto tolto. E che cosa si sarà ottenuto in questo modo?».

«Nel caso dei vitalizi – spiega il professor Pinelli – siamo di fronte ad una misura prevista all’art. 69 della Costituzione a tutela di un principio democratico di accesso anche alle classi più umili alla vita politica del Paese». Per quanto riguarda le pensioni d’oro, invece, «non si possono cambiare le regole del gioco in maniera significativa. Se una persona ha pensione da 4mila euro, non ci potrà essere un taglio a 1500 perché la sua vita ne verrebbe stravolta». Inoltre, come precisato dalla Corte Costituzionale nel 2000, il legislatore può effettuare solo «interventi di carattere eccezionale, transitorio, non arbitrario e consentaneo allo scopo prefissato». In ogni caso, puntualizza il professore, «un’iniziativa che colpisca gli assegni previdenziali futuri è a forte rischio di incostituzionalità».

(Ph. Esperonews.it)

Tags: