Costi pazzeschi per Tav, per fortuna c’é un giudice alla Ue

La Corte europea conferma i dati che erano stati già forniti da chi in Italia è disprezzato come “signornò”

Scriveva Orwell: «nel tempo della menzogna universale dire la verità è un atto rivoluzionario». Questa frase torna alla mente leggendo il comunicato stampa sul rapporto della Corte dei Conti della Unione Europea riguardo i costi delle linee ferroviarie ad alta velocità realizzate in Italia. Questo giornale online da anni con analisi documentate da fonti ufficiali (come i documenti di programmazione finanziaria dello Stato e le delibere di controllo della Corte dei Conti italiana) denuncia l’esosità delle spesa prevista e l’assenza di rigore sui costi e i benefici.

La Corte dei Conti Ue certifica che in Italia un kilometro di linea Tav è costato finora «28 milioni di euro, contro i 13 dei tedeschi, i 15 dei francesi e i 14 degli spagnoli». Aggiunge che il salasso sta aumentando velocemente come per esempio sul tunnel del Brennero. Rileva anche che il secondo posto in termini di costo tra i quattro paesi sopra citati spetta alla Milano-Venezia con 87,1 milioni a kilometro, mentre il primato va alla tratta Stoccarda-Monaco con 114 milioni a kilometro. Infine cita come buona pratica il caso della Venezia.Trieste dove si è preferito puntare su interventi di potenziamento e velocizzazione della linea attuale. Di certo in questi costi unitari non sono stati computati le perdite da contratti derivati per miliardi di euro con contorno di interessi passivi e la costosissima scelta di attrezzare tutte le linee a una “corrente” diversa da quella della linea storica (dalla tensione 3000 volt in continua alla 25 mila internata).

Sui costi unitari ci permettiamo di citare una vicenda che ha molte assonanze con il dato conclusivo della Corte dei Conti. Furono elaborati dal compianto professor Cicconi, ex dirigente dell’allora ministero dei lavori pubblici e super-esperto nel campo degli appalti. Quelli riportati dal Corte europea sono quasi gli stessi forniti da Fs ai senatori italiani alcuni anni fa. Nel costo a km è stata inclusa la tratta Firenze-Roma realizzata molti anni fa. Leggiamo Cicconi, mai contestato: «nei costi delle tratte Roma-Napoli e Torino-Novara non viene considerato l’onere finanziario degli interessi intercalari pagati o da pagare per tutta la durata dei cantieri e fino all’avvio effettivo del servizio. I dati effettivi del costo medio a km in Italia, confrontabili con quelli degli altri Paesi, sono invece quelli da noi elaborati (si veda tabella 2 allegata). Mentre per Spagna e Francia si registra un costo analogo a quello fornito da FS Spa, per l’Italia il costo medio a km (omogeneo) delle tratte in esercizio è stato di 61 milioni di euro (senza considerare la tratta Firenze-Roma) e di 49 milioni di euro anche considerando (sia pure impropriamente) la tratta Firenze-Roma. Il costo più alto in assoluto si registra sulla Bologna-Firenze quantificato in 96,4 milioni di euro a chilometro». Queste sono le cifre reali in un Paese che ha il terzo debito pubblico più alto al mondo, milioni di poveri, un territorio dissestato dal punto di vista idrogeologico e sismico, e che ha ridotto la spesa sanitaria in rapporto al PIL al di sotto la soglia indicata dall’OMS. La verità fa male.

(ph: http://www.eunews.it)