Non solo Pfas, anche “GenX”: Miteni autorizzata da Regione

Nei giorni scorsi la Regione Veneto ha segnalato alla magistratura che indaga sul caso Pfas un cortocircuito interno che potrebbe aver aperto un’altra fonte di inquinamento. Nel 2014, Alessandro Benassi, direttore dell’area Tutela e Sviluppo del territorio, autorizzò la Miteni di Trissino a lavorare rifiuti tossici dall’Olanda. L’autorizzazione integrata ambientale dava il via libera «per la produzione di prodotti chimici organici come idrocarburi alogenati e prodotti chimici inorganici come acidi e sali». Nei sali rientra la sostanza presente nei rifiuti olandesi: il GenX, nome commerciale dell’HFPO-DA (acido dimerico esafluoropopilene ossido). Lo scorso 13 marzo il ministero delle Infrastrutture olandese ha informato la Regione di «un flusso di rifiuti verso la ditta Miteni srl di Trissino». Lo riporta una lettera spedita tre mesi dopo, il 18 giugno, al direttore generale dell’Arpav, Nicola Dall’Acqua, e alla direzione Ambiente retta da Benassi, dal direttore tecnico della stessa Arpav, Carlo Terrabujo.

«Le prime analisi su alcune acque sotterranee da pozzi collocati in un raggio di circa 500 metri dallo stabilimento della ditta Miteni – comunica Terrabujo – evidenziano presenza di concentrazioni comprese tra 25 e 40 nanogrammi per litro». Come riporta Michela Nicolussi Moro sul Corriere del Veneto a pagina 5, da parte sua, Benassi si difende: «L’autorizzazione è frutto di una decisione della Conferenza dei servizi, alla quale partecipano Regione, Provincia, Arpav, Comune e Usl del territorio, oltre a gestori di acquedotti e fognature. Io l’ho solo ratificata in qualità di capo dipartimento, ma sono stati tutti gli enti citati a dichiararne l’ammissibilità. E poi nel 2014 non c’erano le conoscenze né gli strumenti di rilevazione analitica delle sostanze chimiche a disposizione oggi», afferma, aggiungendo che «un conto è il trattamento di rifiuti, un altro l’evidenza di immissione nell’ambiente di sostanze tossiche. Se ciò sarà dimostrato abbiamo già chiesto alla Provincia di Vicenza, da due anni competente per tali autorizzazioni, di rivederla».