GenX, ultimatum Regione a Miteni: «nuovi controlli o chiude»

La Regione Veneto in un comunicato fa sapere che Arpav e Provincia di Vicenza dovranno effettuare nuovi controlli per la presenza di GenX nelle zone degli impianti Miteni, entro 30 giorni. «La commissione tecnica – spiega la nota – chiede l’avvio del procedimento di sospensione di tutti gli impianti della Miteni. Si è convenuto sulla necessità che la Provincia di Vicenza emani formale diffida nei confronti di Miteni ad eseguire (entro 30 giorni dalla data della diffida stessa) le verifiche sulla tenuta/funzionalità di tutti gli impianti presenti nel sito Miteni.

«Obiettivo di tali verifiche – prosegue il comunicato – è l’accertamento di eventuali fuoriuscite di prodotti dalla ditta che possono contaminare la falda. Le verifiche di cui sopra dovranno essere eseguite in contraddittorio da Arpav e con i tecnici competenti del Comitato Tecnico Regionale, che svolge la propria attività nell’ambito della Direttiva “Seveso”. In caso di inadempienza da parte della ditta Miteni – conclude la nota -saranno adottati i provvedimenti previsti dalla normativa AIA (revoca dell’autorizzazione)». L’azienda di Trissino in una nota fa sapere che «è singolare che una lettera spedita dall’Olanda a marzo e rimasta ferma per mesi sia stata fatta filtrare proprio il giorno successivo alla notizia sul rapporto dell’agenzia dell’Unione Europa che confermava i dati della ricerca Gmi sulle centinaia di tonnellate di Pfas utilizzate ogni anno in Veneto. Confermiamo – spiega il comunicato – la massima disponibilità a far verificare anche questa volta i nostri impianti». Riguardo al GenX Miteni fa presente che «i dati diffusi da Greenpeace sono del tutto sbagliati. L’associazione cita dati teorici di capacità che non hanno nulla a che vedere con quelli reali che sono significativamente inferiori. Ad esempio, in alcuni anni non è stata fatta alcuna lavorazione del GenX, zero. Cento tonnellate non sono arrivate a Trissino in tutta la storia della lavorazione della molecola. Continuare a buttare numeri a casaccio per fare clamore è irresponsabile. La lavorazione del GenX come quella di tutte le altre sostanze è sottoposta a filtraggi successivi con un abbattimento totale delle emissioni non c’è mai stato nessuno sversamento. La molecola viene rigenerata e rispedita al mittente non va a finire in ambiente. Sulle sostanze rilevate nei pozzi di controllo stiamo facendo le verifiche insieme agli enti. Sottolineiamo – conclude il comunicato dell’azienda – che stiamo parlando di quantitativi infinitesimali, al limite strumentale di rilevazione».

Tags: , ,

Leggi anche questo