La più grande disgrazia degli ultimi 20 anni? Lo spritz

Voglia di aperitivo sì, ma quello vero. Contro la noia e la banalità della “dittatura arancione”

Confessiamolo. In questi giorni d’estate, quando le temperature verso sera scendono, cosa c’è di meglio di un buon aperitivo (anche più d’uno) seduti tranquilli, in città, come nei luoghi di vacanza?. Ghiaccio con un po’ di alcol, freddo ma stimolante, condito con qualche stuzzichino, che veramente ci prefiguri una serata in crescendo? Peccato sia impossibile, o certamente molto difficile. Siamo nell’era dello spritz, chi non se n’è reso conto?

La diffusione dell’abominevole mix di Aperol, Prosecco e imperizia dei baristi ha distrutto ogni nostra speranza di serate piacevoli, piene di sapori e sorprese inattese, perfino trasgressive. Anche al bar, tutto è noia e routine, monotonia e moderazione, barbe lunghe come a un dibattito tra la Gruber, un grillino e una piddina scosciata amica di R. Faccia da centro sinistra, dappertutto trionfa lo spritz in versione Minculpop, il tripudio dell’arancione, il rosso è scomparso (Selex), il resto meglio non citarlo.

Scusate, ma noi non vogliamo che l’Italia, che il Veneto a maggior ragione, sia il paese dello spritz. Meglio morti che sprizzati. La decadenza morale e materiale racchiusa nel liquido colorato che impazza è peggio di qualsiasi altra disgrazia che ha colpito il nostro paese negli ultimi vent’anni. La sconfitta della nazionale con la Svezia? I governi Renzi-Berlusconi? L’arrivo dell’Euro? La retrocessione delle squadre venete? Gli scandali bancari? Nulla al cospetto della diffusione quasi monopolistica dello spritz aperol-prosecco.

Lo spritz uccide le nostre speranze per un futuro migliore. Meglio un te e biscotti con una vecchia zia che in vita sua non ha mai visto uomo, piuttosto della bevanda arancione, dolciastra e sexy come il rossetto spalmato sui denti. Colpa del Prosecco (come fare a produrne così tanto?), colpa delle multinazionali (Campari), colpa dei baristi a 2 euro all’ora, l’aperitivo è un’altra cosa. L’aperitivo, quello vero, è arte per artisti e aspiranti tali. Scusate ma voi ce lo vedete Ernest Hemingway con lo spritz?

Chiediamo un intervento urgente del WWF, avvisate le Soprintendenze alle Belle Arti, se necessario interpelliamo l’Oms. Urge provvedimento a difesa dei veri aperitivi. Chi non sa servire come Dio comanda Negroni, Manhattan, Martini (cocktail), Gin Tonic (attenzione alla Tonic e al Gin!!), Margarita deve chiudere. La diffusione dello spritz è licenza di uccidere il futuro dei giovani. Impediamo che crescano tristi, svuotati e depressi da una bibita (nemmeno si può chiamarlo aperitivo) così banale. A quel punto meglio la birra o il vino, deviazioni alcoliche in purezza, passioni per ingegneri e ortodossi di vario genere. Meditate, gente, meditate.

Tags: , ,

Leggi anche questo