Vicenza, Asproso: «opposizione a Rucco nel merito, non a priori»

Il ritorno in consiglio comunale per Coalizione Civica dell’ambientalista: «Variati ha messo fuori combattimento la sinistra per dieci anni»

Vicenza, la vecchia guardia di sinistra è tornata. Ciro Asproso, una vita all’opposizione (cominciò nel 1985 in circoscrizione standoci due volte, per poi fare il consigliere comunale dei Verdi in tre consiliature, dal 1995 al 2008), è stato rieletto quest’anno con un rilevante consenso in Sala Bernarda sotto le insegne di Coalizione Civica, marchio importato da Padova per rappresentare la sinistra locale, compressa e depressa negli ultimi dieci anni, regnante il centrosinistra di Achille Variati (Pd). «Si può fare benissimo politica anche fuori dall’aula», dice oggi, a domanda su dove si fosse cacciato, «e io l’ho fatta aderendo al gruppo Out sull’urbanistica, le cui animatrici sono Francesca Leder e Romana Caoduro, o al comitato “Vicenza Centrale” sul Tav, o scrivendo sulla rivista Quaderni Vicentini di Pino Dato. Ho scelto di non cercare visibilità un po’ perchè ho voluto disintossicarmi, e un po’ perchè non volevo sembrare il reduce che non si rassegna a non finire sui giornali».

Dall’assemblea di lunedì 16 luglio sembra che usciate con una critica di fondo, e cioè che il programma politico di Rucco è ancora vago e generico e che questo lasci mano libera a Cicero che avrebbe di fatto “cicerizzato” fin qui l’amministrazione, e con una proposta di medio-lungo periodo, targata Franzina, il fido di Variati, di puntare ai referendum popolari per incidere in città. La domanda è: volete in pratica cercare di volgere a vostro favore la poca consistenza amministrativa che pare avere la nuova maggioranza, condizionando voi l’agenda politica?
L’ambizione è certamente quella di condizionare l’agenda. Ed è vero che il documento programmatico di Rucco è piuttosto debole. Ma non è tutto da buttare, ci sono anche alcuni punti condivisibili, come l’annunciata revisione dei piani urbanistici del Pat. Quanto ai referendum, vi ricorreremo se serve. L’assemblea, più che altro, è servita per capire che alle ultime elezioni comunali è stata dimostrata una grande astensione. Un problema che sarebbe rimasto anche avesse vinto Dalla Rosa (il candidato sindaco di centrosinistra sconfitto, ndr).

Non le sembra velleitario puntare sui referendum, che sono rischiosi perchè i cittadini non sono abituati all’autogestione e potrebbero valere politicamente poco se votati da pochi?
Attenzione, sarebbe così se non fosse stata introdotta una novità: il quorum zero, come in Svizzera. Pochi o no, vale il voto di chi partecipa, perciò decide chi va a votare. Io questo lo trovo giusto. Certo, culturalmente noi italiani non siamo abituati, ma i referendum vanno fatti su grandi questioni. In generale però sono convinto che per la partecipazione occorra ripartire dai quartieri, coinvolgendo le persone direttamente, alla vecchia maniera.

Fra parentesi, per il coinvolgimento e il rinnovamento non sarebbe ora di svecchiare il personale politico? Franzina, Formisano, Tosetto, Rolando… e lei. Non si sente una contraddizione vivente?
No (ride, ndr), ma il problema me lo pongo. Il motivo del mio ritorno è stato l’interesse che ha suscitato in me la proposta di Dalla Rosa.

Se il candidato fosse stato Bulgarini o Possamai?
No, con Bulgarini no. Possamai non avevo mai avuto l’occasione di conoscerlo a fondo. Volevo mettermi alla prova per governare, visto che non avevo mai provato, per intervenire su vari problemi riscontrati in questi dieci anni di Variati. Credevo che avremmo vinto, al secondo turno.

E invece perchè avete perso, secondo lei? Per il peso dell’eredità della decennale amministrazione Variati? Su vari dossier, come il Tav per esempio, voi che siete più a sinistra e che, con la Dovigo e assieme al M5S, avete cercato di rintuzzare e “contenere” la ex maggioranza di centrosinistra. Ora potrete muovervi più liberamente, diciamo, perché ad amministrare c’è il centrodestra. Non avete pagato il prezzo di esservi presentati alleati con chi ha governato negli ultimi anni?
Rispondo partendo da un esempio. Quando anni fa si costituì il gruppo di “Vicenza Centrale” contro il progetto dell’ingegner De Stavola che eliminava la stazione centrale delle ferrovie, io aderii subito, perchè ritrovai la tesi che già era dei Verdi fin dagli anni ’90 secondo la quale il quadruplicamente della linea Milano-Venezia sarebbe dovuto servire alla metropolitana di superficie, dato che di alta velocità o capacità in realtà non si parla. La battaglia è stata vinta…

…ma è stata una battaglia, fra voi più a sinistra e il centrosinistra a Palazzo Trissino.
Sì, assolutamente. Ma certe questioni le combatti meglio fuori dal consiglio, che dentro. Con l’alleanza, ho speso molte discussioni con Dalla Rosa per il cambiamento della viabilità, che è stata gestita, dal punto di vista della comunicazione e dei rapporti, in modo da alienarci voti. Non per dare ragione a Cicero, ma siamo tutti auto-dipendenti, però non puoi cambiare la mentalità con le forzature.

Mi sta massacrando l’ex assessore Toni Dalla Pozza.
Ma no, è un amico… Certe scelte però andavano più condivise. E ora abbiamo Cicero che va contro la direzione di tutte le città moderne, puntando tutto sull’auto. Una pazzia anti-storica.

Per tornare alla domande sulla sconfitta…
Sì, ha pesato anche il tema Tav, e ancor di più il malessere degli uffici comunali. Variati, come persona, aveva e secondo me avrebbe ancora un grande consenso. Non l’ha avuto la sua amministrazione. Ed è stato lui a espungere deliberatamente la sinistra dal panorama politico vicentino.

Ma poi Franzina, fido di Variati, sembra dettare la linea anche a voi.
No, piano, lui ha parlato perchè fa parte del gruppo della lista “Quartieri al centro”, ma non dev’essere lui a dettare la linea. C’era un grande malcontento a sinistra contro Variati, e questi voti sono finiti nell’astensione.

Facendovi perdere, ho capito.
Pensi a Borgo Berga, se vuole un altro esempio. Lì comunque la faccenda non è del tutto chiusa: c’è ancora il Lotto E, su cui non andrà edificato nulla, e senza nessun credito edilizio, punto.

Fra voi qualcuno accarezza la speranza che il centrodestra si spacchi e si vada cosi ad elezioni anticipate. Non è che si sottovaluta l’effetto astinenza, e cioè la fame di potere dopo un decennio, che potrebbe ricompattare a priori la nuova maggioranza?
(ride) Ma stiamo scherzando? Non esiste! Lei ha ragione: hanno una tale fame arretrata! Non saltarono nemmeno con Hullweck, e ricordo che ai suoi tempi era una vera guerra per bande.

Senta, secondo lei qual è il problema numero di Vicenza, oggi?
Un problema che non è solo di Vicenza: i cambiamenti climatici, contro i quali le città non sono attrezzate.

Scusi, in che senso?
Non è una battuta da ambientalista: sono problemi che poi generano, ad esempio, le migrazioni, che ci ritroviamo in città. Oppure, il fatto che basta ormai un temporalone e mezza città va in tilt. Ora, se in questi anni non abbiamo visto la selva di gru che costruivano ancora, non è per le scelte di Variati, ma per la crisi economica. Si parlava prima di discontinuità: ecco Variati, sull’urbanistica non l’ha dimostrata rispetto a Hullweck, perchè, sebbene con delle migliorie, la filosofia di fondo del suo Pat è quella del vecchio Piano Crocioni.

Avrei detto che dicesse invece gli anziani, specie quelli soli, vedovi.
Lì è interessante il co-housing che promette Rucco. Ma un conto è dirlo, un conto è farlo. Si tratta di mappare il patrimonio immobiliare comunale, cosa mai fatta, in modo da offrire agli anziani e alle famiglie condomini restaurati in cui poterli fare interagire, in modo che i primi per esempio si prendano cura dei bambini. Su questo da parte mia non ci sarà opposizione, anzi, darò una mano.

Quindi niente opposizione a prescindere, nel sacro nome dell’antifascismo, all’insegna di slogan “restiamo umani” e simili.
Non faremo sconti, ma se adotterà politiche a favore del cambiamento, troverà in noi degli alleati. I valori di riferimento della sinistra, antifascismo compreso, non li rinnego di certo, e infatti abbiamo criticato il fatto che si sia rimangiato il suo stesso impegno a far dimettere i due consiglieri comunali coinvolti nel caso dei post fascisti (De Marzo e Naclerio, lista Rucco, ndr). Ma detto questo, mi confronterò nel merito.

(ph: Facebook Coalizione Civica Vicenza)

 

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