Governo gialloverde, moderati orfani: Berlusconi si faccia da parte

Con il Pd allo sbando, serve un partito che faccia opposizione. Può essere Forza Italia. Ad una condizione

Avendo letto un mio articolo di qualche tempo fa sulla polemica Donazzan-Paroli, un amico mi ha chiesto: secondo te Forza Italia è arrivata ormai al capolinea?

La risposta è: dipende.

Sulla scena politica italiana ci sono attualmente due figure assai ingombranti. Sono circondate da una vasta e generale antipatia, che li rende insopportabili ai più, e nel contempo sono amati, per le ragioni più varie, da un gruppo sempre più ristretto di fedeli seguaci, in costante riduzione ma in numero sufficiente per bloccare l’evoluzione dei partiti in cui operano.

Questi personaggi sono Berlusconi e Renzi. Il primo sulla breccia da 25 anni, il secondo da appena 5. Entrambi, per motivi diversi, sono venuti a noia. La gente fatica a sopportarli anche quando condivide quello che dicono.

Renzi è giovane, è dotato di talento, che per altro usa malissimo, potrebbe, in teoria, inventarsi una nuova storia politica. Berlusconi è vecchio, stanco e sempre più impresentabile. Ha, inoltre, proprio lui, un imprenditore, perso il senso della realtà: è del tutto convinto che il declino di Forza Italia sia dovuto al fatto che, data la nota condanna, non ha potuto presentarsi come candidato. I suoi sodali, per puro opportunismo o per calcolo personale, gli confermano questa idea. Le persone con i piedi per terra, Gianni Letta in primis, sconsolati hanno ormai gettato la spugna.

Se nulla succede, pertanto, Forza Italia è destinata a spegnersi lentamente fino alla scomparsa del suo fondatore. Del resto, un partito personale, come è sempre stata Forza Italia, acquisisce legittimità solo quando riesce a sopravvivere al suo fondatore o, meglio ancora, quando riesce a sostituirlo. Alla Lega questa operazione è riuscita.

La domanda che dobbiamo farci è, però, un’altra. È utile che Forza Italia diventi sempre più inutile e residuale? Io penso di no.

I sondaggi danno ora la maggioranza grillo-leghista addirittura al 60% e c’è già chi pronostica decenni di incontrastati successi. Personalmente non ne sono convinto. Ritengo, al contrario, che la luna di miele con l’elettorato non potrà durare ancora a lungo.

Sì, certo, qualche anno durerà, e speriamo che ciò non basti a mandare l’Italia a catafascio. Ma il giocattolo inevitabilmente si romperà. Questo governo nasce dalla somma, non dalla sintesi, dei desiderata di due elettorati completamente diversi, tenuti finora insieme dalla paura di un’immigrazione incontrollata che i governi precedenti, salvo l’ultimo Minniti (troppo tardi!) non hanno saputo gestire.

Inoltre, ricordiamolo, la strafottenza, l’arroganza, la sovraesposizione mediatica di Di Maio, e soprattutto di Salvini, prima o poi verranno a noia, così come vennero a noia quelle di Renzi, al punto che la gente cominciò ad apprezzare, per contrasto, i modi garbati dello spento Gentiloni.

C’è, inoltre, una fascia di elettorato, l’elettorato moderato, riflessivo, mediamente europeista, attento ai fondamentali più che ai proclami, che è rimasta politicamente orfana. Fatica a votare Berlusconi, spesso addirittura lo detesta; sperava in Renzi, rimanendone profondamente delusa. L’attuale Pd, con le sue posizioni ondivaghe, con la crisi di classe dirigente da cui è afflitto, appare, al fine predetto, del tutto inutilizzabile.

Questo elettorato, per altro, è destinato a crescere, man mano che i populisti al governo dimostreranno tutta la loro inadeguatezza (Dio non voglia che ci portino direttamente loro a quel cigno nero paventato dal ministro Savona). Se non crescesse, vorrebbe dire che siamo avviati verso una china in cui a essere in pericolo non sarebbe solo il nostro benessere, ma la stessa democrazia.

Questo elettorato va rassicurato, corroborato, difeso e fatto crescere. Per far questo occorre un partito. Vista l’attuale situazione del Pd, questo partito potrebbe essere proprio Forza Italia.

È necessario che faccia una seria e dura opposizione alle stravaganze del governo grillo-leghista, e devo dire che siamo già sulla buona strada. Occorre che sia guidato da un personaggio con la giusta caratura e Tajani potrebbe essere l’uomo giusto. Occorre soprattutto che Berlusconi si faccia veramente da parte. E questo è lo scoglio più duro.