Vangelo alla mano, ecco perchè Famiglia Cristiana ha toppato

La “bomba” contro Salvini del settimanale cattolico si è trasformata in petardo. Bastava invece ricalcare Ravasi…

Famiglia cristiana diretta da don Antonio Rizzolo (in foto) ha sganciato contro l’on. Matteo Salvini la bomba definitiva: il ministro dell’Interno è Satana. Lo ha fatto con le immagini e con le parole della sua ultima copertina. Provo a spiegare perché, a mio parere, il settimanale della Pia Società S. Paolo ha sbagliato.

La copertina è banale, soprattutto se rapportata al messaggio diabolico che vuole veicolare: mai visti un Satana/Salvini così stanco e impaurito e un Cristo (o papa Bergoglio?) ridotto ad un’ombra molle che sembra proteggere più che respingere l’attuale capitano leghista. Il tutto contornato da quadratini che mettono insieme Marchionne, un’affascinante direttrice d’orchestra e i vari percorsi di fede dei giovani. Graficamente un pastrocchio, reso ancora più imbarazzante dalle parole che vorrebbero giustificare l’immagine principale; “niente di personale o ideologico, si tratta del Vangelo”. Premesso che don Alberione avrebbe licenziato grafico e direttore perché l’immagine o parla e si giustifica da sola o la butti via, mi sembra di ricordare che nel Vangelo solo una volta Gesù dà nome e volto umani a Satana, vale a dire quando, rivolto a Pietro, lo caccia via di brutto: «Vattene via lontano da me Satana, tu mi sei di scandalo» (Mt 16, 23; Mc 8, 33).

E’ comunque un grave errore usare termini assoluti nel dibattito politico perché o ti assicuri che l’attacco polverizzi l’avversario e lo zittisca per sempre o quello ti si para nuovamente davanti più brutto e incazzato di prima. Senza contare che se l’ultimo dei Salvini ti snobba, ti risponde con ironia, per quanto grossolana, la tua bomba atomica si trasforma in un petardo.

Famiglia cristiana avrebbe dovuto prendere esempio dal card. Ravasi che nel giugno scorso, durante la crisi dell’Aquarius, condannò la politica di Salvini con le parole di Matteo 25, 43: «Ero forestiero e non mi avete ospitato». La citazione fece rumore e il cardinale fu lasciato abbastanza solo mentre i social si scatenavano contro di lui con critiche feroci. Pochi, però, si accorsero che la citazione era molto più raffinata, accusatoria e abrasiva di quanto appariva a prima vista. Ma proprio per questo il cardinale biblista l’aveva scelta: essa, infatti, va letta e completata alla luce del versetto 41: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli». E i maledetti per l’eternità sono coloro che non fanno le cose elementari, le cose umane, come dar da mangiare, dar da bere, non chiudere i porti, non sparare contro il prossimo, specie dalle terrazze, romane o venete che siano.

Non è necessario, quindi, trasformare Salvini in Satana. E’ sufficiente che Matteo continui ad essere se stesso fino alla fine. Poi, laggiù, un porto sempre aperto lo troverà di sicuro. Almeno secondo Matteo 25, 41-43.

(ph: https://www.youtube.com/channel/UCla4q878AbRmoMcHp60GMfg)