Giordani e Bitonci, autunno caldo per i rivali di Padova

II sindaco di centrosinistra dovrà fare chiarezza su molti temi. Mentre il suo predecessore è alle prese con i soci truffati dalle ex banche venete

Il sindaco di centrosinistra di Padova Sergio Giordani ed il suo vice Arturo Lorenzoni chiudono simbolicamente la stagione aprendo i cancelli del parco Prandina, dopo che il demanio ha consegnato in anticipo le chiavi nell’ambito dello scambio con via Anelli. Prima delle ambite ferie il sindaco dovrà affrontare la questione stadio, per cui il presidente del Padova Calcio Roberto Bonetto ha le idee ben chiare e forse in settimana presenterà il progetto: probabilmente per non rovinarsi le vacanze il sindaco chiederà del tempo, ma sarà solo uno spostare di poco. E aggiungere spine nel fianco.

Già perché nel buen retiro estivo, che probabilmente Giordani passerà tra Albarella ed Agordo, dovrà meditare abbastanza su come intenderà affrontare i temi che lo aspettano, e soprattutto su come gestire la sempre ribelle componente arancione di Coalizione Civica. Oltre a capire come mettere d’accordo tutti sulla Prandina (fare un parcheggio o no?), e a come affrontare il progetto del nuovo stadio di Bonetto, ci sarà da impostare il daspo urbano: i rumors a Palazzo Moroni dicono sia stato rinviato a settembre per un favore a Coalizione Civica. Sul tappeto anche il nuovo tram, altrimenti noto come il signor Intento, su cui bisognerà mettere un punto fermo, visto che se ne parla da un anno e non si sa ancora ufficialmente da dove passi e quanto costi, e l’ospedale, con l’accordo di programma da ratificare. Insomma, un certo numero di compiti per le vacanze per affrontare un autunno molto caldo.

Se Giordani non potrà distrarsi più di tanto tra mari e monti, nemmeno il suo antagonista Massimo Bitonci potrà abbassare la guardia. Se come ha fatto l’anno scorso l’ex sindaco leghista andrà a rigenerarsi sui sentieri del Grappa, proprio il Sacro Monte alla Patria potrà ispirarlo a costruire una strategia vincente per trovare la chiave di volta ristoratrice per i risparmiatori traditi delle ex popolari venete. È pur vero che gli incontri dello scorso 24 luglio sono stati positivi, ma bisognerà capire non solo come procedere ai rimborsi, a chi e con quali criteri, ma soprattutto come aumentare il fondo, in quanto i 100 milioni del decreto rappresentano una cifra minima, specie se si pensa che con le transazioni le due defunte banche misero a disposizione 600 milioni per ripianare più o meno il 15 per cento.

Sullo sfondo resta inevaso un dubbio: chi rappresenta oggi il sindaco Giordani? Un insieme di persone che hanno fatto fronte comune per esiliare Bitonci? E Bitonci, ora che è lontano da Padova, può essere considerato il leader di un centrodestra padovano che due anni fa, in parte (Forza Italia), lo tradì?

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