«Spiagge sicure? Legalità è combattere la mafia, non i “vu cumprà”»

Il sindaco del piccolo comune salentino di Racale (Lecce) Donato Metallo ha scritto una lettera, pubblicata anche sul suo profilo Facebook, rivolta al ministro dell’interno Matteo Salvini, sul tema “spiagge sicure”. «Le scrivo per dirle che io i miei vigili non li manderò a pattugliare le spiagge – scrive Metallo – ed a sanzionare i venditori ambulanti, i “vu cumprà”, come li chiama qualche suo senatore. Non li manderò perché i miei vigili hanno altro da fare, più importante, più giusto. Sono lì a prevenire i reati ambientali – prosegue Metallo -, grandi e piccoli, sono lì a fornire aiuto a cittadini e turisti, sono lì a mandare via i parcheggiatori abusivi (quasi sempre italiani ed affiliati alla malavita. Però quelli per voi signor Ministro non sono un problema), sono lì a evitare incidenti, a salvare vite umane. Sono lì a spiegare l’importanza di un casco ed a accompagnare un ragazzo sano e salvo dai genitori che forse saranno svegliati di notte ma che capiranno ed apprezzeranno».

«I miei vigili – aggiunge il sindaco – molto spesso sono ragazzi che lavorano solo per 18/24 ore alla settimana, sono quelli che tra mille difficoltà portano avanti famiglie ed hanno figli piccoli da crescere, sono uomini e donne che fanno sacrifici e capiscono il concetto di bisogno e difficoltà, non li manderò, signor ministro, a fare la guerra ai poveri, la guerra fra poveri non ci appartiene, abbiamo sempre diviso il tozzo di pane e versato il vino, messo una sedia di più a tavola. Signor ministro – prosegue Metallo – la legalità non la preserviamo non facendo vendere un accendino o una collanina, o cocco e mandorle, la rispettiamo ogni giorno noi sindaci in tanti e difficili modi, mettendoci contro la Malavita e facendoci bruciare la macchina, denunciando le tangenti ed i grandi evasori, spiegando casa per casa come si fa la differenziata, portando i bambini alle giornate ecologiche, costruendo parco giochi inclusivi e nuove biblioteche, creando scuole di teatro comunali, garantendo scuole sicure e Gesù sorride di più, signor Ministro, quando vede ciò, sorride di più di quando viene appeso in ogni classe. Signor ministro la legalità si garantisce restituendo i soldi rubati, mandando a casa i condannati e chi le scrive, signor ministro, è un garantista ma non a fasi alterne. Con il rispetto che devo a lei – conclude il sindaco – ma ancor di più con il rispetto che devo alle mie idee ed ai valori della mia Italia.

 

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