Decalogo estivo per il perfetto radical chic

Consigli per aspiranti progressisti su come superare l’estate. Tra magliette rosse, ritorni continui del fascismo e appelli a nastro contro Salvini

  1. Firmare appelli a nastro, di qualsivoglia ordine e tipo: l’importante è che ci sia in mezzo, da qualche parte, la parola Salvini, e che se ne parli male;
  2. Stazionare nei centri cittadini col numero arcobalenato di Rolling Stone sotto il braccio, ovviamente insieme a Repubblica e l’Amaca di Michele Serra imparata a memoria, pronta ad essere recitata davanti al primo umanoide populista;
  3. Restare sempre sintonizzati su La7, quando si praticano riti voodoo ai danni di Trump, Putin, Di Maio (meglio più alla volta);
  4. Procurarsi Rolex anche tarocco, purché sia il modello di Gad Lerner;
  5. Affermare in modo infervorato che il premio Nobel per la Pace tu lo daresti alle Ong e quello per la Letteratura a Saviano, ma solo se accompagnato dalla scorta;
  6. Dichiarare in continuazione di avere il presagio del ritorno del nazismo, del fascismo e di Gargamella;
  7. Condividere almeno un pasto coi migranti meglio se in compagnia di Beppe Sala e di qualche centinaio di fotografi (in alternativa digiuno con padre Zanotelli sotto il sole agostano, avvolto in un comune bandierone arcobaleno);
  8. Insediarsi a Capalbio o a Portofino il tempo necessario ad impavave a parlave con la evve moscia;
  9. Magnificare la vittoria calcistica della Francia multietnica contro gli esiziali nazionalismi, guardando in cagnesco chi approfitta del discorso per avanzare ipotesi antidiluviane sull’età di Brigitte Macron;
  10. Indossare la maglietta rossa più vistosa possibile in modo che, quando ti verrà chiesto se lavori per la Ferrari o se sei fuggito da Pamplona, tu possa atteggiarti a campione di solidarietà, dichiarandoti pronto anche ad asserragliarti in un attico newyorkese, pur di difendere le tue idee.

(Ph. Facebook – Radical Chic)