Treviso, Calesso (Coalizione Civica): «Conte? Ritorno al passato»

Il leader di Coalizione Civica per Treviso, Luigi Calesso, traccia in un comunicato un bilancio personale dei primi due mesi della giunta di centrodestra guidata da Mario Conte «propaganda, ritorni al passato e nessuna idea sui problemi veri», sintetizza Calesso. «Tante parole e photo-opportunity con agenti della polizia locale e cani antidroga, ma lo spaccio di droga non si stronca certo così e neppure eliminando fioriere e cespugli – scrive Calesso -. Nominati alla presidenza e nei consigli d’amministrazione delle società ed enti partecipati dal Comune numerosi ex-candidati nelle liste a sostegno di Conte che appaiono privi di competenze adeguate per i ruoli assegnati ma garantiscono la fedeltà di partito: è il ritorno della Casta Padana».

«Continui attacchi – prosegue la nota – ai ragazzi del centro sociale Django che, in realtà, hanno l’unica colpa di avere aperto la strada e contribuito in modo decisivo al recupero di una parte della ex-caserma Piave, abbandonata da decenni. Nonostante l’alto tasso di utilizzo del territorio cittadino (Treviso è tra le città più cementificate del Veneto, se non d’Italia), in urbanistica la parola d’ordine è passare dal consumo di suolo zero al “cemento responsabile”, insomma si potrà ripartire con la cementificazione. Era legittimo attendersi, in particolare, qualche idea per quei “quartieri abbandonati dalla giunta Manildo” che erano stati al centro della campagna elettorale di Conte – aggiunge Calesso – , qualche ipotesi di lavoro per quelle “periferie su cui il centrosinistra non ha investito nulla».

«O i grandi risultati sono quelli di aver discusso con Contarina dell’altezza a cui deve essere sfalciata l’erba? Capisco che questa è una vera e propria prova di forza dell’amministrazione cittadina nei confronti della società, ma non mi pare che si tratti del problema più grave in città. Insomma, senza pretendere di tracciare bilanci ad appena due mesi dall’elezione del nuovo sindaco, non è difficile notare una netta dicotomia tra “grida” propagandistiche in materia di sicurezza – conclude Calesso – e iniziative “salviniane” che abbondano e lavoro concreto sui problemi della città che pare latitare».

 

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