Confartigianato Vicenza: «crescono occupati, preoccupa Decreto Dignità»

L’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza ha pubblicato l’indagine congiunturale semestrale sull’andamento del settore in provincia, che ha coinvolto 2.027 micro e piccole imprese che occupano 11.206 dipendenti. La tendenza è positiva: il primo semestre 2018 segna infatti un aumento dell’occupazione pari a +1,8% rispetto allo stesso periodo del 2017, in linea con le ultime rilevazioni. In particolare l’occupazione dipendente cresce del 3,6% nell’Alto Vicentino e del 1,9% nell’Ovest Vicentino. Quanto ai settori, segno positivo per il manifatturiero (+2,2%) e nei servizi (+2,2%), mentre le costruzioni (-0,9%) sono ancora in difficoltà sebbene in attenuazione. Nel dettaglio, l’occupazione cresce maggiormente nella mobilità (+3,7%), nella produzione (+2,8%) e nella moda (+1,9%). Aumentano anche gli occupati con contratto di apprendistato (+7,1%), gli impiegati (+3,9%) e gli occupati con orario part-time (+2,4%). Altro dato significativo la miglior performance dell’occupazione femminile che nei primi sei mesi del 2018 cresce del +3,1% rispetto al primo semestre 2017, a fronte di una crescita dell’1,1% dell’occupazione maschile. Sale quindi il peso della componente femminile sull’occupazione dipendente dell’artigianato che raggiunge quota 34,1% (l’anno scorso era al 33,4%).

«La rilevazione dell’Ufficio Studi – commenta Sandro Venzo, delegato alle politiche del lavoro e della formazione di Confartigianato Vicenza – ci conforta perché parla di un artigianato vicentino che non ha mai smesso di rimboccarsi le maniche, che ha agganciato la ripresa anche investendo nei prodotti di qualità, nei mercati esteri e nell’innovazione di processo e prodotto. E così crescono gli occupati artigiani full-time e quelli con contratto di apprendistato sono aumentati, anche questi segni inequivocabili che gli artigiani non vivono di rendita ma creano ricchezza anche per il territorio. Comprensibile, quindi, la preoccupazione che abbiamo manifestato nei confronti del Decreto Dignità che rischia di vanificare, o quanto meno rallentare, quando fin qui fatto».

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