Crac BpVi e Vb, Arman: «fondo ristoro, truffa da cancellare»

L’avvocato trevigiano Andrea Arman è presidente del Coordinamento Banche Popolari Venete di cui don Enrico Torta è presidente onorario. Arman si è candidato alle ultime elezioni politiche con il Movimento 5 Stelle e dialoga preferibilmente con gli esponenti dell’indipendentismo veneto. Il Coordinamento Don Torta, ci dice, non fa tessere, «è liquido e mendicante» e annovera 30 mila contatti che all’epoca del Centro Primo Soccorso Banche erano arrivati a 70mila.

Siamo in dirittura d’arrivo con il decreto attuativo della norma di legge (approvata in legge di bilancio 2017) per il fondo finalizzato a ristorare i risparmiatori. Perché non siete contenti?
Perché bisogna dimostrare di essere stati imbrogliati al momento della compravendita delle azioni. Questo è inaccettabile, poiché per dimostrarlo sono necessarie condizioni inarrivabili per coloro che abbiamo acquistato azioni prima del 2012: non ci sono le condizioni oggettive per dimostrare che le banche fossero in crisi all’epoca. Pertanto i vecchi azionisti, la maggioranza (dei 140mila di BPVi e degli 80mila di Vb, ndr), non riceveranno mai un euro. Noi siamo fermi su questa posizione. Ribadiamo che il testo del decreto attuativo reso noto a Vicenza in Municipio con una procedura del tutto inusitata, con l’aiuto del presidente di Codacons, Franco Conte, dimostra che la volontà di penalizzare i risparmiatori già palesata dal Pd attraverso la riforma delle banche popolari che ha portato a questo sconquasso, vuol essere portata a compimento. Il fondo di ristoro deve essere cancellato, è una legge truffa.

E allora che fare? come aiutare i risparmiatori?
Va fatta una legge nuova che preveda un risarcimento a favore di tutti i soci delle popolari venete: l’imbroglio c’è stato per chi ha comprato male e per chi non è stato informato della situazione delle banche. La responsabilità sulla mancata informazione va in capo alla gestione delle banche stesse, ma principalmente visto l’art 47 della Costituzione, la responsabilità sul sistema della tutela del risparmio incombe sullo Stato attraverso gli organi di controllo che sono Banca d’Italia e Consob. Gravissima la responsabilità politica del governo Renzi nonostante la supplica di 140 esperti economisti italiani che chiesero nel momento del varo della “riforma” che non emanasse il decreto sulle popolari.

Perché secondo lei Matteo Renzi proseguì con la riforma delle popolari?
L’hanno voluta fare perché l’operazione delle popolari venete non è crisi aziendale, è un’operazione socio-finanziaria finalizzata ad espropriare il risparmio dei veneti ed a impadronirsi del tessuto economico del Veneto, attraverso l’appropriazione delle due banche che detenevano da sole il 50% del mercato del credito nella regione. Le due banche (Bpvi e Vb) sono state comperate con 1 euro da Banca Intesa e quindi immaginatevi l’affarone che hanno fatto lo stesso istituto di credito e il sistema finanziario che sta alle sue spalle.

Quindi la politica c’entra eccome su tutto questo?
La politica dei governi Renzi e Gentiloni, non le sciocchezze che scrive Mazzaro sui quotidiani veneti (baruffe tra associazioni, ndr), è stata strumento di questa operazione finanziaria, finalizzata ad espropriare il risparmio e a portare sotto il controllo internazionale una fetta importantissima dell’economia europea che è quella del Veneto.
Oggi il danno più grave non è quello dei risparmiatori, che è comunque gravissimo in sé stesso, ma è quello del tessuto economico veneto che ha perso la propria autonomia finanziaria ed oggi è con la testa dentro al cappio dell’erogazione del credito da parte dei grossi gruppi del controllo finanziario internazionale.

Con la spaccatura tra associazioni come la mettiamo?
Non c’è alcuna spaccatura. Vede, per parlare di associazioni di risparmiatori bisogna che ci siano i risparmiatori: noi siamo risparmiatori, mentre le altre associazioni (vedi Codacons) o quelle legate ai sindacati (vedi Federconsumatori, Adiconsum) che hanno qualche associato come risparmiatore, non lo sono. Il loro obiettivo non è la tutela dei risparmiatori. Miatello (Ezzelino III da Onara), Conte (Codacons), Rigobon (Adiconsum) non sono risparmiatori, sono funzionari di strutture (formalmente onlus) che hanno come obiettivo la produzione di reddito.
Sono strutture costituite per eludere i divieti di acquisizione della clientela che incombono sulle attività professionali come la mia che sono avvocato. Fanno attività professionale e politica. Non sono risparmiatori. Le associazioni dei risparmiatori sono le nostre (Coordinamento don Torta, Noi che credevamo, Soci banche popolari …) esclusivamente fatte da risparmiatori.