Mamme No Pfas: oggi dal vescovo, poi da Papa Francesco [VIDEO]

«Salvare l’acqua per salvare la vita». È questo lo slogan che riassume la finalità della battaglia delle Mamme No Pfas che proseguono nella mobilitazione sul territorio e incontrano gli esponenti politici del Consiglio regionale, del Parlamento italiano e dell’Unione Europea. Recentemente una delegazione è stata a Bruxelles dove ha incontrato, tra gli altri, i parlamentari Curzio Maltese, Elisabetta Gardini e Mara Bizzotto. Sono determinatissime le famiglie dell’area rossa tra Vicenza, Verona, Padova e Rovigo (area che conta almeno 300 mila abitanti) nella lotta contro l’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche che avvelenano le falde. Vogliono «inquinamento zero» e quindi «la chiusura della Miteni, la bonifica e i nuovi acquedotti». Le Mamme No Pfas andranno stasera a trovare il vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, che a dire il vero ha già manifestato in piazza con loro a Lonigo un anno fa (ottobre 2017).

«Anche per la Chiesa l’acqua è importante, serve per il Battesimo – dicono le Mamme – e dal Vescovo ci aspettiamo che smuova la situazione toccando le coscienze delle autorità civili (Governo, Europa e magistratura) che hanno potere sull’argomento». «E poi il nostro prossimo obiettivo è sensibilizzare e incontrare sua Santità Papa Francesco – affermano le Mamme – sua è l’enciclica “Laudato Sì” per la salvaguardia del Creato e siamo sicure che ci appoggerà». Insomma i valori cristiani, a partire da quello del rispetto della vita, ci sono tutti. Intanto ieri pomeriggio sono passati il vicesindaco di Vicenza Matteo Tosetto (Forza Italia) e l’on. Francesca Businarolo (M5S). Intanto al presidio si parla anche di programmare un incontro con il Ministro dell’ambiente Costa.

L’INQUINAMENTO PARTE DA TRISSINO
La cronaca degli ultimi mesi si concentra molto sull’azienda chimica di Trissino (Vicenza), Miteni Spa che è oggetto di analisi e di indagine per presunti versamenti (alcuni accertati storicamente) di sostanze inquinanti (oltre ai Pfas anche altre come GenX e C6O4) da parte dell’Agenzia per l’ambiente della Regione del Veneto (ARPAV) e della Procura della Repubblica di Vicenza. In Regione del Veneto agiscono una commissione tecnica della Giunta e ha concluso il suo lavoro con un importante dossier di 477 pagine la Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale.
Il primo agosto scorso l’assemblea di palazzo Ferro Fini ha votato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta regionale sul piano ambientale, sanitario e sociale a risolvere il problema (per quanto le compete). Nel frattempo è stato nominato anche un commissionario straordinario per l’emergenza Pfas nella persona del direttore generale di Arpav Nicola Dell’Acqua.

MANCA UN LIMITE DI LEGGE PRECISO
Ma cosa manca davvero? Mancano dei limiti di legge certi e degli studi approfonditi e condivisi dalla comunità scientifica internazionale sulle conseguenze di queste molecole sull’organismo umano (e su flora e fauna) che sono definite “interferenti endocrini”. Ecco perché la capogruppo di Forza Italia in Parlamento europeo Elisabetta Gardini ha promesso un’azione importante per il prossimo 10 settembre che sarà appoggiata da moltissime forze politiche, lobby della chimica permettendo.

 

 

 

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