Il governo M5S-Lega non rispetta impegni? La colpa non é dell’Europa

Commissione e Consiglio europei devono andare avanti, nonostante i sovranisti. Verso lo Stato federale

Europa matrigna o madre affettuosa? Su questo argomento le opinioni si sprecano e i pensieri in libertà danno scarsa o nulla prova di sé. Tutti sanno quanto le aspirazioni di Spinelli & C. fossero alate e condivisibili. Si veniva da secoli di guerre tra stati e staterelli con motivazioni risibili e con risultati, grondanti sangue, inaccettabili. Ora che l’Europa, anche se solo in parte, è abbozzata e in 19 paesi ha una moneta unica, non è ancora uno Stato federale e difficilmente lo sarà se le cessioni di sovranità, da parte di quasi tutti i partecipanti, saranno viste male da coloro che vogliono essere padroni in casa propria. Il funzionamento delle sue Istituzioni, altamente criticato, è in realtà una conseguenza proprio del modo di agire di coloro che le criticano.

Venendo all’Italia e al linguaggio di suoi due ruspanti vicepresidenti del Consiglio, linguaggio che negli anni a venire subirà una esegesi accurata e di conseguenza distruttrice, l’Europa sembra la sentina di tutti i mali. Come già molti giornali fanno notare, poiché ad impossibilia nemo tenetur, quando non potranno realizzare le cose promesse in campagna elettorale, diranno che la colpa è dei poteri europei cattivi e prepotenti. Evidenti stupidaggini.

Da pochi giorni, la Grecia, dopo una decina di anni di sofferenze immani, è uscita dalla tutela europea che aveva imposto non pochi sacrifici al paese. La troika economica ha imposto negli anni restrizioni penalizzanti per erogare i miliardi di prestiti necessari a risollevare l’economia. Questo comportamento è stato definito in vari modi, nessuno gentile, ma se la Grecia fosse stata lasciata da sola a gestire le proprie cose, ora avremmo la culla della democrazia ridotta ad un cumulo di cenere. Mi auguro, anche se il mio pensiero non è gradito a molti, che l’Europa non molli, sulle regole da rispettare, anche per il nostro Paese.

Tutta bella l’Europa, quindi? Per carità le pecche ci sono, ma nelle cose essenziali è evidente che non si può dimenticare che la Commissione, ad esempio, è organo esecutivo e che è pertanto tenuta ad agire nei limiti concessi dal Consiglio europeo e, a volte, dal Parlamento. In questi due Istituti le decisioni devono essere prese all’unanimità e, pertanto, anche l’opposizione di un solo Stato, blocca le iniziative. Giusto quindi chiedere che certe norme siano modificate in modo da poter decidere a maggioranza. Anche se alla lettera non si direbbe, è procedura più democratica.

Federalista europeo, già sui banchi del liceo, quando entrammo in Europa ne fui felice. Conoscevo bene le potenzialità di noi italiani, ma non mi sfuggivano altre caratteristiche di “leggerezza” per le quali auspicavo un ordinamento superiore che ci costringesse a gestire i conti in modo serio. Alcuni sentono la partecipazione come un cappio a collo. Io la considero un’opportunità ineludibile.

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