Treviso, Calesso (Coalizione Civica): «Conte? Tante parole, pochi fatti»

L’esponente di sinistra: «la Lega ha Gobbo in Cassamarca, come mai questa sorpresa sui mancati fondi per il teatro?»

«Non entro sul personale, non è mio costume, perciò non intendo replicare a Visentin (lista Conte, ndr)». Luigi Calesso, alla polemica del presidente della commissione urbanistica di Treviso (ex Forza Nuova), che lo aveva definito «signor nessuno», preferisce non ribattere. Sulla critica di aver denunciato il ministro degli interni Salvini, lui ed altri esponenti della sinistra trevigiana, solo per un po’ di visibilità mediatica, invece risponde: «non siamo abituati a usare il piano giudiziario, ma dopo un’accurata riflessione abbiamo deciso di farla perchè ci sono momenti in cui non si possono lasciar passare affermazioni come quelle di Salvini contro i migranti, visto anche gli episodi di violenza di questo periodo. E abbiamo anche valutato di poter avere un effetto negativo sul consenso, ma ci sono ragioni culturali che prevalgono».

Le stesse che sul tema della sicurezza, o meglio della percezione più o meno irrealistica di insicurezza, fa vincere il centrodestra a Treviso con il leghista Conte perchè la sinistra culturalmente non sa dar peso alla componente “di pancia”?
Quello della percezione è un problema, sì. E ci vuole capacità di ascolto autentica, perchè fenomeni di devianza e microcriminalità ci sono, e colpiscono specialmente i deboli, penso ad esempio agli anziani. Ma non si può affrontarlo soltanto colpendo l’atto finale. Per esempio, è assurdo agire solo con la polizia contro le baby gang, è evidente che occorra anche il piano sociale ed educativo. Il rapporto coi cittadini deve farsi più stretto, nei quartieri, ma certe impostazioni vanno rovesciate.

Anche quelle politiche rispetto al Pd? Che rapporti avrete con loro in futuro?
Non ci sarà nessuna preclusione. Vedremo ora, dopo il nostro appello per una manifestazione contro l’intolleranza, la disponibilità, che niente impedisce possa trasferirsi sul piano amministrativo. Ma anzitutto il rapporto di ascolto va ripreso coi cittadini.

Facciamo un esempio concreto: se lei fosse sindaco, andrebbe “piedi sul terreno” negli interventi di polizia contro gli spacciatori?
No, non mi farei fotografare coi cani anti-droga. Ci andrei per parlare con i cittadini. I vigili devono essere sul territorio per fare deterrenza: c’è un motivo per cui non hanno manganelli nè taser (ma hanno già la pistola, attenzione): perchè il loro compito non è quello della polizia.

Sull’ex caserma Piave-centro sociale Django, Visentin parla di occupazione da liberare…
Guardi, non c’è alcun’occupazione abusiva: c’è stato un bando a cui hanno risposto solo i gruppi che ora svolgono attività dentro, e in tempi in cui si fa un gran parlare di spazi da recuperare, quello è l’unico restituito alla città.

Treviso, è confermato, ha perso per decisione del governo i 13 milioni per le opere pubbliche. Conte è in evidente difficoltà su questo. Voi vi limiterete a girare il coltello nella piaga, o avete proposte per gestire intanto l’esistente con i soldi disponibili?
Quei soldi, quei 2 miliardi in tutto, non li vedremo nè ora nè l’anno prossimo nè mai più. Ma la sua domanda merita una risposta articolata. Il campo sportivo Eolo, abbandonato, ad esempio: il progetto di Manildo prevedeva risorse impegnative, ma io penso che possa essere realizzato con meno, coinvolgendo i cittadini. Su altre opere, invece, ci sono molto più soldi, e qua Conte dovrà spiegare come mai la filiera che vede il suo partito governare qui, in Regione e a Roma non ha funzionato. Ce lo spieghi lui.

La Fondazione non ha fondi per la stagione lirica al teatro Del Monaco. Eppure non si vedono polemiche col Comune, che cerca finanziatori fra lo Stabile o la Fenice. Fra Comune e Fondazione Cassamarca sembra essere tornato il sereno. Era solo un problema politico e personale con l’ex sindaco Manildo, o anche Zaia, secondo lei, ha mollato la presa, nella sua storica critica allo strapotere di De Poli?
I rapporti sono cambiati da quando Gobbo (ex sindaco leghista, ndr) è entrato in Fondazione. Da allora, le voci critiche nella Lega si sono indebolite. Di qui l’atteggiamento molto morbido, che dunque non stupisce. Mi stupisce invece il fatto che pur con Gobbo in Fondazione la notizia che non ci sono fondi per la lirica sia stata un fulmine a ciel sereno. E non mi convince affatto Conte che dice “ho io la soluzione”: il Comune dovrebbe aprire un dibattito in città con tutte le energie, che ci sono, interessate ai teatri. E’ una visione riduttiva, quella del sindaco che risolve in solitaria.

Crede anche lei che lo sdoppiamento dell’Home Festival, con la parte più internazionale trasferita a Mestre, sia una sconfitta per la città?
Non mi pare in effetti che l’Home ne esca rafforzato a Treviso. Negli ultimi anni, col campeggio, aveva cominciato a produrre un certo indotto economico. Ho paura che sarà una perdita per la città.

Di questi primi tre mesi di amministrazione Conte, che bilancio fa, lei?
C’è poco da criticare perchè poco è stato fatto, e bisogna anche dire perchè son passati solo tre mesi, con agosto in mezzo. Ho visto tanta propaganda, come sulla sicurezza, ma a parte qualche decisione, come la parziale riduzione della Ztl (che assolutamente non condivido), noto anche poche idee. Sull’urbanistica, zero assoluto. Sul sociale, il nulla.

L’assessore Zampese annuncia che finalmente il centro storico avrà una fognatura da paese civile.
Speriamo che all’annuncio seguano i fatti.

Ma il motivo di questo immobilismo qual è, secondo lei?
La vittoria politica di Conte è avvenuta sugli slogan, approfittando di un clima nazionale favorevole.

Ma soprattutto, si potrebbe dire, perchè i trevigiani sono rimasti delusi dal centrosinistra di Manildo.
Sì, certo, anche per alcuni errori della precedente amministrazione. Ma mentre quella aveva vinto nel 2013 con un’idea strategica di città (anche se poi è tutto da valutare come sia stata applicata, ma questo è un altro discorso), Conte un’idea strategica non ce l’ha. Manca la pars construens.