Tav, lo studio: «52 mila posti di lavoro e 9 miliardi di valore»

La realizzazione dell’Alta Velocità Torino-Lione porterà 52mila assunzioni negli undici anni di lavori previsti, per il 73% in settori diversi dalle costruzioni (agricoltura, industria, commercio, trasporti, turismo, servizi alle imprese, servizi). È quanto emerge dallo studio del gruppo Clas, presentato ieri all’Unione Industriale di Torino in occasione della manifestazione degli imprenditori a sostegno della Tav. Come riporta L’Arena a pagina 4 complessivamente il progetto di costruzione apporta 10,6 miliardi di valore aggiunto: 3,6 in termini diretti (cantieri), 3,7 indiretti (imprese fornitrici), 3,2 indotti (redditi, occupazione, fatturato).

La spesa diretta prevista nei cantieri italiani è di 3,1 miliardi e attiva complessivamente 3,4 miliardi di produzione nei settori fornitori e 2,5 miliardi nelle attività indotte; gli effetti socio-economici complessivi assommano a circa 9 miliardi di euro. Il contributo del progetto imputabile al Pil italiano è pari a 11,3 miliardi di euro. Considerando il contributo europeo previsto tra gli anni 2019 e 2029, il rapporto tra Pil prodotto (11,3 miliardi) e spesa sostenuta dall’Italia (2,9 miliardi) si attesta su 3,77. Più specificamente, in media la spesa di investimento effettivamente sostenuta dall’Italia tra il 2020 e il 2027 ammonta a circa 350 milioni di euro l’anno e genererà, in termini diretti, indiretti e indotti, un aumento del Pil nazionale annuo pari a 1,3 miliardi.

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