Gabbiani, topi, amministratori incapaci: perché Roma soffre

Roma soffre non solo per i gabbiani aggressivi del New York Times né per i troppi topi da sterilizzare, ma più di tutto dell’offerta carente di servizi, della mancata tutela dell’assetto urbanistico, dell’arredo pubblico trascurato con le miriadi di antenne e condizionatori sulle facciate, dei muri e delle serrande imbrattati che sviliscono l’immagine della cultura millenaria della città. Si avverte quotidianamente la scarsa lungimiranza e la estenuante improvvisazione di un’amministrazione incapace di conseguire uno sviluppo economico, di mobilità e di vivibilità soprattutto in termini di sicurezza e di benessere, suoi cavalli di battaglia, invece, delle ultime elezioni amministrative. Infatti, la pubblica amministrazione locale sta mostrando una lentezza snervante nell’adottare provvedimenti, anche nei settori dove potrebbe rapidamente intervenire di concerto con l’imprenditoria privata; invece, ogni qualvolta esterna la volontà di agire sul territorio, si propone con atti unilaterali o d’imperio come le regole per l’occupazione del suolo pubblico e l’ecopass, che suscitano risentimenti da parte degli operatori economici che vedono penalizzare le loro attività in un momento nel quale l’economia e la politica segnano un trend deprimente.

Si assiste, purtroppo, a un’involuzione sulla mancata crescita del tessuto commerciale, dei trasporti, della sicurezza e della somministrazione, fatto salvo i pochi e noti professionisti che mantengono ancora, con gran sacrificio, un livello qualitativo di prestigio. Perciò, si percepisce l’esigenza di un cambiamento culturale sia negli amministratori pubblici e sia negli operatori dei settori penalizzati. Spesso l’assenza di servizi e infrastrutture, la scarsa qualificazione del personale, gli arredi vetusti o inappropriati e il mancato rispetto delle norme sull’igiene e sulla sicurezza costituiscono motivo di allontanamento della clientela e dei visitatori creando una deludente immagine della città. Non si sottrae a questa spiacevole realtà il settore dell’alimentazione sia a livello della distribuzione sia della somministrazione, anche se, ancora oggi, il prodotto gastronomico italiano goda di una fama consolidata nel tempo. Infatti, i prodotti alimentari e gastronomici che può offrire Roma trasmettono i concetti di freschezza, di rispetto della tradizione, di sapori apprezzati ai quali si aggiungono il momento dell’incontro con il cliente che costituisce il benvenuto fondato sulla professionalità percepita, sul rituale del ricevimento e sul sorriso.

Non si parla né di locali di lusso né di particolari estrosità, ma dei principi dell’ospitalità e dell’accoglienza che devono caratterizzare lo staff di qualsiasi locale. Purtroppo, aziende di arredamento con poca professionalità o scarsa competenza, specialmente nei locali bar, tavole calde e pasticcerie, hanno realizzato arredi non appropriati alla storia della città, stravolgendo le caratteristiche strutturali di locali destinati alla somministrazione, modificando profondamente sia l’architettura storica degli ambienti e sia degli arredi di pregio sostituendoli con design e materiali discutibili. Inoltre, il veloce turn over nella gestione dei pubblici esercizi avviene spesso senza uno studio di previsione e di fattibilità, ma si apre un esercizio nella speranza di una risposta favorevole da una clientela sconosciuta.

Roma, che guarda verso una crescita della domanda turistica, deve prepararsi a fornire servizi adeguati qualitativamente accettabili utilizzando, anche, sistemi di comunicazione permanenti per la diffusione dell’immagine dell’accoglienza e della cucina a Roma, nonché dei singoli imprenditori sia a livello nazionale che internazionale. Qualità, quindi, considerata come risultato della capacità e dell’esperienza del gestore di creare prodotti che abbiano la caratteristica della riconoscibilità sul mercato sia nazionale che estero e rinnovo delle strutture e degli impianti tecnologici, per ricostruire quella parte di tessuto commerciale degradato e per rilanciare sul mercato un concreto rinnovamento del buon aspetto della città di Roma nel settore dell’offerta di alimenti. Pertanto, si auspica che gli assessori alle politiche produttive e alla mobilità condividano con gli imprenditori la costituzione di organismi per la formazione e la programmazione economica e finanziaria, per regolare tecniche di progettualità per la riqualificazione degli esercizi commerciali, nonché elaborino insieme l’accessibilità sul territorio per soddisfare le esigenze della mobilità della capitale. Infine, per raggiungere l’obiettivo in tempi celeri è indispensabile che si stabilisca un tavolo di lavoro Comune di Roma e Regione Lazio con i rappresentanti delle associazioni e delle categorie interessate per discutere sulle esigenze settoriali e per formulare strategie d’intervento adeguate a rappresentare Roma nel mondo, soprattutto come capitale del patrimonio artistico-culturale, dell’accoglienza turistica, del buon gusto e del fascino enogastronomico.

Pier Giorgio Tupini

presidente Accademia della Cultura Enogastronomica

Claudio Pica
presidente AEPER e FIEPET Confesercenti Roma

Nuovo Corriere di Roma

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