Ponte Genova, ipotesi depistaggio nel giorno del disastro

Sulla tragedia del ponte Morandi a Genova cala l’ombra del depistaggio: uno scambio di email che potrebbe aver avuto come scopo nascondere le reali cause del disastro. La Guardia di Finanza ha eseguito nuove perquisizioni presso la Cesi, l’azienda di consulenze che nel 2016 aveva evidenziato «anomalie nel comportamento degli stralli», suggerendo ad Autostrade di adottare «un sistema di monitoraggio dinamico permanente». Il 14 agosto, poche ore dopo il crollo, dagli uffici di Autostrade partì una richiesta di una copia della relazione consegnata nel maggio 2016. Come riporta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della SeraChiara Munari, account manager di Cesi rispose trasmettendo il report e scrivendo nella lettera di accompagnamento che «la causa del crollo va piuttosto ricercata nel vizio progettuale originario». Conclusione diversa da quella certificata dall’azienda e che ha spinto gli inquirenti a interrogarla la settimana scorsa.

Quando 10 giorni fa è circolata la notizia del sequestro della email negli uffici di Autostrade, Cesi ha diramato un comunicato in cui si legge che nei rapporti consegnati «tra gennaio e maggio 2016 si è suggerito di aumentare la frequenza di alcune ispezioni e implementare un sistema di monitoraggio dinamico, ossia continuo, della struttura. Pertanto il testo della mail inviata nella notte tra il 14 e il 15 agosto, non rappresenta la posizione ufficiale dell’azienda e deve ritenersi espressa unicamente a titolo personale». Una tesi che Autostrade contesta: la mail «proveniva dall’account manager di Cesi ed è stata inviata per conoscenza al global director della stessa Cesi. Visto il rilievo dei soggetti coinvolti nella mail, nel pieno rispetto delle valutazioni che potrà svolgere la magistratura, non è possibile considerare tale mail come una corrispondenza di natura privata». Ieri i finanzieri hanno sequestrato il server di Cesi e stanno esaminando cellulari e computer di Munari per capire se quella frase sia stata effettivamente scritta di sua iniziativa o sia stata suggerita da qualcuno, magari all’interno di Autostrade.

(Ph. Shutterstock)

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