Reddito cittadinanza, deleghe e fondo risparmiatori: M5S contro Tria

Movimento 5 Stelle sulle barricate contro il loro stesso ministro, Giovanni Tria. La colpa del titolare dell’Economia è di aver fatto presente che la disponibilità di fondi non consente di avviare il tanto sventolato reddito di cittadinanza. La proposta di Tria è di rinnovare l’attuale Reddito di inclusione, varato dal passato esecutivo, aggiungendo un miliardo. Proposta ritenuta inaccettabile dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che si è incontrato a cena con viceministri e sottosegretari 5 stelle per fare il punto. All’incontro i capigruppo di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, lamentano di non riuscire più a tenere i gruppi parlamentari: «sono come leoni in gabbia. Devono rispondere ai loro elettori nei territori», che li stanno tempestando di email di lamentele.

E si lamentano anche i responsabili economici del partito di Di Maio: per le riunioni al ministero del Tesoro convocate senza avvisarli e per le deleghe chieste a Tria dal viceministro dell’Economia Laura Castelli e mai ricevute. Anche il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa è sul piede di guerra, per essere stato tenuto in disparte nella gestione del fondo per i truffati delle banche che il sottosegretario leghista, il padovano Massimo Bitonci, ha annunciato essere di 500 milioni di euro.

Fonte: La Stampa

(Ph. Shutterstock)

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