Revoca cittadinanza a Poroshenko, Sboarina: «non siamo burattini»

08:45 – «Il Consiglio comunale di Verona non è il burattino di nessuno, agisce e delibera in rappresentanza dei propri elettori e di nessun altro. – Lo afferma il sindaco scaligero Federico Sboarina in risposta alle dichiarazioni dell’ambasciatore ucraino dopo la revoca della cittadinanza onoraria al presidente Poroshenko. «È ai veronesi che noi rendiamo conto – prosegue Sboarina – e dei quali interpretiamo le istanze. La delibera di revoca della cittadinanza onoraria al presidente ucraino Poroshenko è stata votata dai consiglieri di maggioranza e di minoranza, ad eccezione dei consiglieri della precedente amministrazione che infatti aveva concesso la cittadinanza in maniera frettolosa e poco circostanziata».

«Dal ritrovamento a Odessa dei quadri rubati a Castelvecchio – spiega il sindaco – al loro ritorno a Verona sono passati sette mesi. La cittadinanza è un alto riconoscimento onorifico – ha concluso Sboarina – che va dato a chi ha fatto tanto per Verona, e abbiamo ritenuto che non gli si dovesse riconoscere questo merito. La città di Verona non è nemica dell’Ucraina e dei suoi cittadini, semplicemente ha posto rimedio ad un atto non condiviso». (Fonte: Ansa 21/09 19:36)