Ordine Giornalisti: «abolizione? Diritto informazione a rischio»

In una lettera aperta, i presidenti e vicepresidenti dei 20 Ordini dei giornalisti regionali hanno ripreso le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla funzione del giornalismo per ribadire le ragioni e i valori che hanno portato il Parlamento ad istituire l’Ordine. «Non può esistere libertà di stampa senza responsabilità di stampa. L’incondizionata libertà di stampa non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo». In gioco, si legge, non c’è «la difesa di un organismo corporativo. Ma innanzitutto il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati. Difendiamo la necessità di un soggetto pubblico chiamato a tutelare i principi deontologici e a vigilare sul rispetto delle regole per garantire una informazione veritiera e di qualità».

«Ripetutamente, negli anni scorsi, dall’Ordine dei giornalisti sono state avanzate proposte di riforma che sono naufragate, purtroppo, in Parlamento. Nella scorsa legislatura, su iniziativa dei giornalisti, si è riusciti a conquistare una prima, seppur parziale, riforma della governance dell’Ordine. Ora – evidenziano presidenti e i vicepresidenti degli Ordini regionali – questo lavoro va completato. Difendiamo l’idea e l’urgenza di una riforma profonda dell’attuale legge istitutiva dell’Ordine, risalente al 3 febbraio 1963, che sia capace di guardare al futuro e di declinare l’informazione con i nuovi linguaggi di un mondo che è radicalmente cambiato».

«Chi è interessato a fermare il cambiamento? Senza vigilanza deontologica, senza un sistema condiviso di regole, senza una adeguata formazione ed un continuo aggiornamento professionale, senza un Ordine gli unici ordini ai quali saranno sottoposti gli operatori dell’informazioni saranno quelli della proprietà dei giornali e dei potentati economici e politici. Una prospettiva a detrimento della libertà di stampa, del pluralismo, della democrazia, di un patrimonio che appartiene all’intero Paese».

(Ph. Shutterstock)

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