Savona: «sovrano è il popolo, non i mercati»

«L’Italia è stretta dai parametri europei, mentre è necessario liberare risorse per investimenti in grado di implementare l’export e rilanciare le costruzioni. Sono queste le parole del ministro per gli Affari Europei Paolo Savona, intervistato ieri da Affari e Finanza, inserto di Repubblica. «Un Paese con 5 milioni di poveri deve porsi il problema di aiutarli – ha continuato l’economista -. Ed è inutile opporsi perchè in questa direzione vanno l’attuale Parlamento e il programma di governo. Inoltre, dobbiamo investire sull’istruzione perchè non formiamo più classe dirigente».

Savona, che è stato tra gli artefici della costruzione europea e già ministro dell’Industria nel 1993 con Chiampi a Palazzo Chigi, Masera Ministro del Bilancio e Dini premier, è molto critico sull’attuale Ue. E sulla Banca Centrale dice: «occorre attribuire alla Bce i pieni poteri di lender of the last resort, elaborati storicamente per le banche centrali, molti dei quali si è di fatto già attribuita con il quantitative easing in assenza però di una codificazione statuaria. Altrettanto importante è precisare i poteri della Bce in termini di controllo e influenza dei cambi, consentendole di intervenire direttamente per contrastare gli andamenti di mercato».

Poi l’economista parla del rischio di solvibilità definendolo «inesistente. Se rischio esiste, dipende da una mancata crescita che può essere aggravata da politiche deflazionistiche imposte dal mito europeo di pareggio di bilancio. La politica fiscale deve frenare quando l’economia corre troppo e stimolare quando la situazione è negativa. Senza trascurare il contributo che può dare lo Stato: appena si nomina lo Stato sembra parlare di qualcosa di corrotto e impraticabile, ma Keynes dimostrò il contributo virtuoso che lo Stato può dare all’economia». E conclude: «non è possibile che il destino dell’Italia lo decidano solo i mercati, non è questo il Paese che abbiamo sognato».

Ph: Facebook Prof Paolo Savona

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