Consulta: «obbligo bandiera veneta, legge incostituzionale»

La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali alcuni articoli della Legge regionale 28 del 5 settembre 2017 “Nuove disposizioni in materia di uso dei simboli ufficiali della Regione del Veneto”, che prevede l’esposizione obbligatoria della bandiera veneta in tutti gli uffici statali. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, non ci sta: «dover commentare una vicenda simile è imbarazzante. Ripresenteremo senz’altro questa legge e chiederemo che l’obbligo di esporre la bandiera del Veneto in tutti gli uffici pubblici nazionali sul territorio venga introdotto nell’Intesa con l’attuale Governo sull’Autonomia, perché è un interesse della collettività regionale che la propria bandiera sia affiancata a quella dello Stato». Duro il commento del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, secondo il quale la decisione della Consulta rappresenta «un altro schiaffo alla propaganda leghista».

Zanoni rivendica: «avevamo ragione a dire che era pura propaganda, con cui si voleva alzare il livello della tensione con Roma e anche l’Ufficio legislativo del Consiglio aveva evidenziato il rischio di incostituzionalità. La Regione ha fatto una figuraccia che era evitabile. Purtroppo gli errori, dolosi, della maggioranza li pagano a caro prezzo i contribuenti, visto che i contenziosi con lo Stato non sono certo a costo zero. E questa è solo l’ultima di una lunga serie di leggi bandiera regolarmente bocciate, come quella sul “prima i veneti” negli asili nido». Il consigliere Pd conclude precisando: «Personalmente non ho niente contro la bandiera con il Leone di San Marco: è un simbolo e va rispettato. Ma i primi a non farlo sono leghisti e indipendentisti, che la utilizzano in maniera strumentale per fare propaganda, spendendo poi soldi pubblici per gli inevitabili contenziosi e ricorsi».

(Ph. Shutterstock)

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