Spaccate a Padova, Giordani tentenna? Ha la soluzione “in casa”

Invece di fare la voce grossa contro i «balordi», il sindaco di centrosinistra dia mandato a Tarzia sulla sicurezza. E tranquillizzi i padovani

Negli ultimi mesi Padova si è dovuta confrontare con una nuova moda criminoso-vandalica: le spaccate alle vetrine dei negozi o esercizi commerciali. I malviventi non hanno risparmiato nessuno, tra le “vittime eccellenti” il Pedrocchi, la famiglia di Patrizio Bertin, presidente Ascom e Mario di Natale, noto ristoratore titolare dell’”Antico Brolo” in Corso Milano. Colpiscono sempre allo stesso modo: viene rotta la vetrina, si punta al fondo cassa, per lo più vuoto perché nessun commerciante tiene soldi la notte, e a qualche bene in vendita. Risultato della refurtiva? Bottino molto magro, ma danni enormi ai negozianti e all’immagine della sicurezza in città. Il sindaco di centrosinistra Sergio Giordani li definisce «balordi, cui farebbe passare un brutto quarto d’ora» (leggi qui le dichiarazioni, ndr) ed in effetti non si capisce cosa spinga questi personaggi a perpetrare, con cadenza pressoché quotidiana, queste azioni che di concreto non portano, dal punto di vista dei facinorosi, nessun beneficio, ma solamente rischi.

Voglia di momenti di gloria per primeggiare sui giornali? Una sfida? Una nuova gara virtuale? Mah. Ssta di fatto che ormai in città è psicosi da spaccate, i commercianti non si sentono al sicuro, hanno invocato perfino la richiesta di aiuto a Salvini e si stanno organizzando per capire come agire in maniera unitaria. A Palazzo Moroni, hanno cercato di intervenire prontamente stanziando 200 mila euro per gli esercenti che si doteranno di sistemi di allarme, ma al tempo stanno letteralmente impazzendo perché non riescono a contenere il fenomeno, ed il tutto rischia di far concentrare i problemi della sicurezza solo sulle spaccate, mandando all’aria ed offuscando tutto quanto si è fatto fino ad ora sulla sicurezza.

Già, perché di fatto le spaccate, oltre ad essere un evento difficilmente prevedibile, sono un “di cui” di un tema molto sentito dai padovani, che hanno la percezione di non sentirsi sicuri: spaccio, furti e microcriminalità rimangono temi molto attuali anche se offuscati dalle spaccate. Chi ha in mano la delega alla sicurezza urbana è il sindaco Sergio Giordani, che partecipando agli incontri con le autorità, rilasciando interviste cerca di arginare i problemi, ma in questa situazione la delega pesa come un macigno e rappresenta un tallone d’Achille: il primo cittadino infatti oltre ad occuparsi della sicurezza, deve badare anche di programmi e progetti comunitari, programma periferie urbane, immigrazione, polizia locale, progetto Arcella, programmazione e controllo, comunicazione e relazioni esterne, politiche abitative, Urp, rete civica, anticorruzione, sanità, rapporti con le organizzazioni sindacali, innovazione, politiche giovanili, bilancio e affari generali, “Grande Padova” e “Città metropolitana”.

Una lista delle spese in cui vi sarete fermati sicuramente alle prime due, e che assomiglia a quella fornita dalle moglie al marito, che inevitabilmente perso tra i propri pensieri si dimentica qualcosa oppure prende il prodotto sbagliato. Giordani tergiversa e pare non voglia mollare, ma dovrebbe pensare che la moglie alla lunga si stanca di accettare passivamente le dimenticanze del marito; pertanto i tempi e gli eventi impongono che vi sia una persona a tempo pieno che si occupi di sicurezza. Vista la situazione e considerato che proprio i commercianti lo chiedono, non sarebbe un problema trovare la persona fidata: Luigi Tarzia, esponente proprio di Lista Giordani e presidente della prima commissione, il cui lavoro e le capacità riconosciute anche dalle minoranze. In questa situazione di emergenza, per Giordani dare un mandato pieno sulla sicurezza dunque non sarebbe una sconfitta, ma un segnale forte alla città, che non aspetta altro che il marito porti a casa la spesa giusta.

(Ph. Facebook – Luigi Tarzia consigliere comunale)

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