Divieti antismog, Confindustria Vicenza: «rischio blocco attività economiche»

«In provincia di Vicenza oltre la metà dei veicoli commerciali alimentati a gasolio rientra nelle categorie interessate dal blocco. Evitare di affossare l’attività economica della provincia pur mantenendo l’obiettivo di migliorare sostanzialmente la qualità dell’aria». Questo è ciò che Confindustria Vicenza ha chiesto con una lettera rivolta alla Provincia e ai 24 comuni interessati dalle misure restrittive della circolazione. «Il rischio è che la concomitanza di tempi stretti e di mancanza di incentivi economici o fiscali generalizzati per l’adeguamento del parco macchine delle imprese (oltre che per il trasporto conto terzi anche per il conto proprio) comporti un sostanziale blocco dell’attività economica dei principali centri della provincia».

Secondo i dati forniti dall’Aci, al 31 dicembre 2017, nella provincia di Vicenza oltre la metà (56%) dei veicoli commerciali alimentati a gasolio rientra nelle categorie interessate dal blocco, ovvero i mezzi da Euro 0 a Euro 3. Percentuale che sale ad oltre il 71% laddove si considerino anche i veicoli commerciali Euro 4 per i quali potrebbe scattare il blocco nel caso di 10 giorni consecutivi di sforamento dei limiti d’inquinamento dell’aria. Confindustria Vicenza, con la nota inviata a sindaci e presidente della Provincia, non vuole mettere in dubbio la necessità di migliorare la qualità dell’aria nei centri abitati, ma chiede che siano assicurate le giuste modalità affinché coloro che devono rinnovare il parco macchine abbiano il tempo e le possibilità per farlo senza che questo pesi sulla normale attività economica, ovvero delle imprese e dei loro dipendenti.

Perciò gli industriali, oltre a richiedere di intensificare il confronto tra istituzioni e categorie economiche per poter raggiungere l’obiettivo ambientale senza incidere pesantemente sulle imprese, hanno proposto di definire la perimetrazione del territorio entro il quale applicare i limiti alla circolazione escludendo le zone produttive, nonché di prevedere specifiche deroghe per i cantieri edili e impiantistici, mezzi d’opera e trasporti speciali, servizi di assistenza e manutenzione. Idonee soluzioni dovrebbero, inoltre, essere garantite per gli insediamenti produttivi ubicati all’interno dell’aree vietate. Infine Confindustria Vicenza chiede che ci sia uno stretto coordinamento in capo alla Provincia per evitare che Comuni, anche confinanti tra loro, adottino discipline differenti, creando ulteriori incertezze e complicazioni tanto ai privati cittadini, quanto agli operatori economici.

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