Miteni, rischio licenziamenti: sindacati dichiarano stato agitazione

Le rappresentanze sindacali dei lavoratori della Miteni di Trissino (Vicenza) annunciano lo stato di agitazione in tutto lo stabilimento dopo l’incontro con i vertici aziendali. «L’azienda ci ha comunicato che ha deciso di fermare gran parte delle lavorazioni dello stabilimento per eseguire una serie di interventi di ripristino di pozzetti, bacini, caditoie e pavimentazioni ordinategli dalla provincia, nonché per provvedere alle necessarie manutenzioni del deposito dell’acido fluoridrico anidro dopo la recente rottura e perdita da uno dei tre serbatoi di stoccaggio – si legge in un comunicato dell’Rsu -. Si tratta di un cronoprogramma di fermo scaglionato degli impianti, per un periodo complessivo protraibile fino a 13 settimane (3 mesi). La direzione ha intenzione di ricorrere alla cassa integrazione guadagni ordinaria (cigo), rispetto alla quale ha chiesto in via preferenziale un verbale di consultazione con la Rsu».

«Noi temiamo che si possa passare dalla cassa integrazione ai licenziamenti e che si apparecchino soluzioni sulla nostra pelle per uscire da questa situazione – continuano i lavoratori -: noi siamo i più contaminati dai pfas, non vogliamo diventare anche i più “abbindolati“. Qui, da “accomodare” non devono esserci solo gli interessi delle multinazionali, ma prima di tutto quelli dell’ambiente e di chi in queste fabbriche ci ha lavorato rimettendoci magari anche la salute. Chiederemo pertanto, in ogni sede opportuna, che si costituisca un tavolo di regia dove affrontare e risolvere contestualmente le seguenti urgenti questioni: 1) condizioni dei lavoratori Miteni contaminati dai pfas: tutele sanitarie e ogni altra opportuna previdenza per gli effetti dannosi sulla salute nel breve-medio-lungo periodo associati all’esposizione a queste sostanze; 2) bonifica del sito e sistemazione degli impianti per risolvere tutte le criticità di salute, igiene e sicurezza del nostro luogo di lavoro; 3) ripristino degli organici e risoluzione di tutte le problematiche afferenti: istruzione-formazione-addestramento del personale; operatività e normatività delle squadre d’emergenza; verifiche sulle predisposizioni operative e normative, etc.; 4) prospettive occupazionali, salariali e sul futuro del nostro posto di lavoro, in considerazione anche della risoluzione n° 88 del 2 agosto 2018 del Consiglio Regionale del Veneto che esprime “piena solidarietà ai lavoratori di Miteni spa, violati nel diritto costituzionalmente tutelato della salute, intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o infermità, secondo l’accezione dell’art. 2 del decreto legislativo n° 81 del 2008, Testo unico sulla sicurezza e salute dei luoghi di lavoro” e che impegna la Giunta Regionale del Veneto a “promuovere iniziative a garanzia della stabilità occupazionale e di conservazione del trattamento economico e di lavoro per i lavoratori occupati presso la ditta Miteni spa. Ora – conclude la nota sindacale – vogliamo capire quanto e in maniera si vorrà tradurre in azioni concrete questo alto pronunciamento della Regione Veneto».

 

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