Rucco, “medietas” ma non troppo: «ciclismo, Di Rocco ci ha preso in giro»

Il sindaco di Vicenza accusa il presidente della federazione italiana. Su Cicero: «bravo, ma non sa comunicare». Fiera: «non svenderemo quote». Passaggio in Lega? «Sono civico, ma l’ho votata»

Il suo motto é medietà. Per indole e spiritus loci, il sindaco di centrodestra di Vicenza, Francesco Rucco, preferisce toni, modi e tempi mediani, pacati, prudenti. Per i critici, è l’ennesima conferma dell’eterno democristianismo che affligge, come un tempo si abusava dire, la (ex) sacrestia d’Italia. Per i fan, é la capacità di sintonizzarsi con la vicentinità ideal-tipica, che per definizione rifugge da estremi ed estremismi. In ogni caso, se vi aspettate, per dire, frasi roboanti alla Brugnaro, da un’intervista con questo avvocato che viene da Alleanza Nazionale, nato a Lecce nel 1974, ma vicentinissimo in tutti i sensi (anche nel tifo per il Lane) diventato primo cittadino a giugno battendo un centrosinistra logorato da dieci anni di amministrazione, rimarrete delusi. Lui fa parte di quella nuova leva di amministratori di centrodestra veneti, con i suoi omologhi di Verona (Federico Sboarina) e Treviso (Mario Conte), che non hanno a nulla a che fare con lo stereotipo del politico di destra sopra le righe e mussolinianamente con i pugni sui fianchi. Anche se, come leggerete in fondo, quando s’incazzano, lo fanno sapere.

Sindaco Rucco, ormai pare fatta: lei diventerà anche Presidente della Provincia di Vicenza. Questo significherà che delegherà di più in giunta, avendo meno tempo per il Comune?
Anzitutto, non avevo come obiettivo a breve termine la presidenza della Provincia. Sono mesi che mi tirano la giacchetta. Poi, vista l’empasse dovuta ai troppo nomi sul tavolo, mi è stata chiesta la disponibilità sulla base di una larga maggioranza. Ma come amministratore, centrato sui problemi, più che come politico. Così qualche giorno fa ho detto sì.

Il suo ex avversario diretto alle elezioni, Dalla Rosa, dice che non lo voterà perché lei non è civico come dice di essere. Non si è iscritto alla Lega, ma mi dica la verità: l’ha votata, o la voterebbe.
Ho ottimi rapporti con la Lega in maggioranza. Sono assolutamente civico: ho preso un impegno con la città su un progetto civico, prendendo il 25% con la mia lista.

Non ha risposto alle domande: ha votato Lega? E come gestirà il minor tempo a disposizione per il Comune?
Sarà un impegno che sottrae tempo al Comune ma di fronte ad una richiesta così importante mi son sentito in dovere di dire di sì. Ed é un incarico totalmente gratuito, vorrei sottolinearlo. Chiederò il sostegno ad assessori e ai consiglieri. Quanto alla Lega, l’ho votata al Senato, mentre alla Camera ho votato Zanettin (Pierantonio, ndr) per il centrodestra.

A proposito di politica nazionale: pensa che la linea sovranista del governo gialloverde sia giusta, compresa la parte grillina sul reddito di cittadinanza, oppure, come sostiene Confindustria, l’unica speranza di moderarla venga proprio dalla Lega, che in realtà è anti-Ue quanto se non più del M5S?
Da una parte c’è un governo di natura grillina, che provoca una gran confusione ad esempio sulla Tav e la Pedemontana: le vogliono, o no? Dall’altra c’è una forza responsabile di governo, più vicina alle imprese che creano lavoro, la Lega. La differenza si nota tutta. In futuro non vedo un governo così.

Veniamo ai temi del momento in città. Sgombriamo il campo da ogni equivoco: una strada sopra la “spiaggetta” di San Biagio non passerà, giusto?
Attenzione: la strada passa se compatibile con la spiaggetta, perché è una riqualificazione di un’area che era degradata. Ma vanno rispettate regole su pulizia e orari, per evitare tutti gli esposti arrivati finora in Comune.

Cicero ha detto: «Devono capire che l’aria è un po’ cambiata. Non esistono solo le bici, ma anche le auto». Lei dal canto suo ha detto che bisogna riconoscere pari dignità alle auto private rispetto al trasporto pubblico. Ma scusi, contro l’aria inquinata in cui Vicenza gode tristi primati, non dovrebbe essere favorito quest’ultimo? Come si fa a mettere insieme lotta allo smog e politico automobilecentrica di Cicero?
Detto che le auto inquinano per il 17% perché a inquinare di più è il riscaldamento domestico, la cultura media del vicentino è di prendere l’auto anche per spostamenti brevi. Io lavoro in prospettiva, per esempio sostituendo, come faremo, gli autobus con mezzi meno inquinanti, ma devo gestire l’esistente. E contro l’intasamento delle auto va fluidificato il traffico. Cicero é un ottimo tecnico, ma non sa comunicare le sue idee. E’ un istintivo, un vulcanico.

Non è che tutta questa polemica viene solo dal fatto che non si vuole prorogare l’attuale gestione, ma semplicemente, e legittimamente sia chiaro, indire un bando ex novo?
No, assolutamente. Ci sarebbe la facoltà di proroga da parte del Comune, generica diciamo. Ma va data per il tempo necessario a indire una nuova gara. E’ un’opportunità per stabilire paletti di convivenza coi residenti. Detto questo, per me può restare chi c’è già. Non abbiamo amici, noi.

Vietato «stazionare sulle scalinate di palazzo Chiericati», pena una multa da 25 a 500 euro: così l’ultimo provvedimento, che lei vuole estendere anche agli altri monumenti. Non solo sarà proibito sedersi, come abitudine per decine di giovani, ma non si potrà nemmeno restare in piedi. Scusi, ma se qualcuno sgarra, imbrattando e sporcando, lei deve penalizzare tutti indiscriminatamente, arrivando addirittura all’eccesso di non far sostare in piedi?
No, guardi, ogni giorno arrivano foto di quello che succede di notte al Chiericati. Lo spaccio si fa in piedi. Lo so, di notte non riusciamo a intervenire, ma bisogna dare un segnale forte, anche contro i ragazzi che non hanno rispetto. Poi, sia chiaro, ho dato indicazione ai vigili che applichino l’ordinanza con buonsenso. Ma metto già in conto che qualche “incidente” avverrà.

Sicurezza, suo cavallo di battaglia elettorale: non crede di aver alzato troppo l’asticella delle aspettative? Così si è esposto al rischio permanente e imprevedibile di essere messo sotto accusa, ogni volta che dovesse accadere un fatto grave o eclatante a Campo Marzo, ad esempio.
Non ho mai detto di volere o potere risolvere da solo il problema. Solo se tutti gli attori sul campo, da noi alla questura alla prefettura ai servizi sociali, fanno la loro parte, possiamo migliore la situazione. Il sindaco può ricorrere ad escamotages come il presidio fisso o le ordinanze, ma da soli non sono sufficienti.

Perdoni, ma sembra di sentire Variati.
Eh no! Ditemi che provvedimenti ha preso e messo in atto l’ex assessore Rotondi, quanti raid coi vigili, ad esempio. Ha aperto un inutile ufficio in viale Milano che abbiamo dovuto pagare fino all’altro giorno. Il tema della sicurezza é stato lasciato andare, altroché.

Al di là dell’aspetto repressivo, Campo Marzo come va riqualificato? Come va “riempito”?
Ci stiamo lavorando. L’obiettivo é riportare le famiglie, i giovani, i cittadini. Posso anticipare che lavoriamo col Serd (il nuovo nome del Sert, ndr) per il recupero e la prevenzione sui ragazzini che vanno a comprare la droga, anche da fuori città. Inoltre, tutte le manifestazioni che potremo portare lì, le porteremo.

Tutte che vuol dire?
I festival musicali che ora si fanno in centro e lo street food. Il Lumen, ad esempio, che per quest’anno si é fatto sempre ai Giardini Salvini grazie al fatto che sono riuscito a far superare il diniego della Soprintendenza.

Uno dei vostri bacini elettorali è stato sicuramente quello dei commercianti, specie del centro storico. Che idee e indicazioni state raccogliendo, per rivitalizzare un centro pieno di case sfitte e negozi vuoti? Un ViOff, sicuramente un bel successo, non può bastare.
L’assessore Giovine ha creato un tavolo unico con tutte le associazioni dei commercianti del centro, che ora hanno un referente unico, Tommaso Listrani. E’ la prima volta che accade. Tutti i problemi ora si portano lì.

A proposito di FuoriFiera o meglio di Fiera: a quanto venderete alla Camera di Commercio il vostro 2%? Ammesso e non concesso che l’ente camerale incameri le quote intere di Comune e Provincia, il destino non sarà comunque l’impossibilità per i rappresentanti pubblici, eletti dai cittadini, di incidere, con appena un solo consigliere in cda scelto fra l’altro dai padroni riminesi. Leggo dalla piccatissima nota in cui ha controbattuto a chi lo criticava per aver fatto poco in questa prima fase: “per il futuro della seconda si sta lavorando per un ruolo attivo degli imprenditori vicentini”. Cioè?
Son convinto che più la politica sta fuori dalla Fiera, meglio é. Deve poter intervenire solo per salvaguardare l’indotto turistico. Per questo ho detto che ad avere un ruolo devono essere gli imprenditori vicentini. Quanto alle quote, non posso svendere, neanche agli amici della Camera di Commercio, altrimenti mi esporrei al rischio di danno erariale. Fra il prezzo ipotizzato da loro (3,53 euro per azione, ndr) e il nostro (4,9 euro, ndr) la differenza é sostanziale. Il nostro é un prezzo equo.

Nei famosi primi 100 giorni lei sembra aver dissodato il terreno amministrativo, anche se mancano ancora alcuni dirigenti, in primis quello alla cultura. I maliziosi sostengono che fra lei che ci pensa non due ma tre volte prima di decidere, causa carattere attendista, e una giunta che, a parte qualcuno, non brilla per esperienza, l’effetto è, quanto meno, di estrema lentezza. Cambierà passo? Avete in mente altri atti politicamente incisivi, che diano il senso di una vostra visione di città?
Chiariamolo: io esco con gli annunci quando so di avere qualcosa di concreto in mano. Giusto per dire: col Serd il progetto di cui le parlavo è già fatto, ma non lo lancio finché non sono certo delle risorse.

E sull’urbanistica, come vi muoverete?
Aprendo un tavolo condiviso per il nuovo Pat (Piano di Assetto Territorio, ndr) fra due anni.

Sul lotto E dissequestrato a Borgo Berga farete una vostra proposta, nel dialogo con il privato? E come risponde alle critiche dell’opposizione di sinistra, di Asproso per esempio?
Possiamo aspettare un’offerta anche da Sviluppo Cotorossi. L’indagine va avanti, una volta che si é definito tutto valuteremo. Ma ormai, siamo ai limiti della prescrizione. Quanto ad Asproso che interroga su mancate sanzioni, glielo vada a chiedere a chi ha vicino di banco in consiglio comunale.

Capitolo nomine: agli esordi Variati promise che non avrebbe fatto nomine lottizzatorie, e invece poi le fece Lei, ad esempio in Aim, che criterio seguirà?
Sulla base delle esperienze e competenze, il che non vuol dire che uno non possa avere una tessera di partito.

I Mondiali del Ciclismo sono stati persi, per Vicenza e il Veneto. Lei ha detto di avere la coscienza a posto, avendo fatto tutto quel che era in suo potere. Ovvero?
Allora, il 2 giugno, non ero ancora sindaco, ho chiesto in piazza a Zaia e Salvini di recuperare il progetto abbandonato dall’ex ministro dello sport Lotti, e hanno detto sì. Da quando é diventato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il tema é stato riportato nell’agenda, e ricordo che arrivava da più di una proroga. Giorgetti ha messo i soldi che erano a disposizione, e poi sono stato io a fare avere a Di Rocco (presidente nazionale di Federciclismo e vicepresidente della federazione mondiale, l’Uci, ndr) la lettera con l’impegno del governo a mettere altri 2,5 milioni. Non avevamo, come Comune, potere diretto. Poi Di Rocco é uscito sul Mattino dicendo che ormai i mondiali andavano alla Svizzera, che non mi pare sia un modo di lavorare corretto e trasparente. Allora abbiamo scritto all’assessore regionale Corrazzari e al presidente del Coni, Malagò. Ma è stato Di Rocco che non ha lavorato per il territorio italiano. Mi sono sentito preso in giro: è venuto qua a Vicenza a fare l’italiano, e poi ha fatto tutto l’opposto. Malagò invece l’ho risentito, ma mi ha detto che non c’era più niente da fare.

Siamo agli inizi di un mandato, se tutto le andrà dritto, di cinque anni. Qual è il sogno a lungo termine, diciamo?
Ridare alla città la possibilità di sorridere.

Una frase da baci perugina.
Per il crollo della Banca Popolare e la crisi di questi anni c’è stata una depressione collettiva. Mi piacerebbe riportare tranquillità e serenità.

Un sogno “medio”. La sua cifra sembra la medietas in tutto.
Sì. Ma non mediocritas.

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