«Ebrei nei campi»: sospesa receptionist hotel lusso Venezia

È costato caro a un’addetta all‘accoglienza e check-in dell’hotel a 5 stelle San Clemente Palace Kempiski uno sfogo su Facebook a proposito di alcuni clienti israeliani. Lo riporta Francesco Furlan su La Repubblica di oggi. «Fosse per me riaprirei i campi. Se è dai tempi degli egizi che li perseguitano un motivo ci sarà» aveva scritto la donna nel gruppo “Quelli che… lavorano in hotel”, pensando forse che le sue parole non uscissero dal social. «Dopo due Pasque ebraiche in buy out (300 persone in casa per 10 giorni) fosse per me riaprirei i campi. Il problema è che si sentono in credito verso l’umanità per i torti subiti». L’hotel, che fa parte di una prestigiosa catena genovese di alberghi di lusso, ha deciso di sospendere la dipendente per 10 giorni. La giovane si è scusata e ha ammesso la responsabilità, ma non ha evitato la sanzione.

 

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