Pd Verona, Benini: «in caduta libera, ripartire da bellezza»

Il consigliere comunale di Verona del Partito Democratico Federico Benini prende spunto dal caso di Carla Padovani, capogruppo dem che ha votato ha favore della mozione anti-aborto, per tracciare in un comunicato un bilancio del partito di centrosinistra veronese ed esporre alcune idee su come rilanciarlo. «Con l’adesione della capogruppo in consiglio comunale alla mozione oscurantista di Zelger – scrive Benini nel comunicato – la parabola discendente del Pd veronese ha toccato uno dei punti più bassi e non per colpa della consigliera Padovani. Chi la conosce sa che pensa esattamente ciò che ha detto in dichiarazione di voto. Pur ritenendola incompatibile con un ruolo di coordinamento spero decida di restare nel Pd perché restiamo un partito plurale».

«La discesa parte da molto prima – spiega Benini – , ad esempio dall’ubriacatura renziana che ha portato a rompere un ponte dopo l’altro a sinistra per un progetto personalistico già terminato (si veda ad esempio la cacciata di un ottimo capogruppo come è stato Michele Bertucco); una campagna elettorale fiacca e povera di idee e contenuti che ci ha fatto arrivare terzi; un Congresso che vedeva nascere una nuova maggioranza congelato da oltre un anno; una linea politica fatta di temporeggiamento su ogni tema che solo per miracolo non ha ancora portato alla rivolta dei nostri elettori. Per ripartire il Pd deve mettere in campo tutte le sue risorse senza più veti. Non deve farlo per se stesso ma per la città che oggi è in mano alla destra più becera populista e oscurantista che la storia repubblicana della città ricordi. Fuori dal centro di Verona, dove ci siamo arroccati, vivono 200 mila persone che non hanno sentore dell’esistenza di questo sindaco e di questa giunta, e che vedono i loro quartieri sempre più sporchi e ricoperti di cemento, privati delle necessarie opere di riqualificazione promesse da anni».

«Dalla riscoperta della bellezza dei quartieri deve ripartire l’azione di un Pd consapevole della sua missione – aggiunge il consigliere comunale dem -. Serve un piano di investimento che renda belli e puliti i quartieri. Anche chi non abita in centro storico ha diritto di vivere in un luogo curato con aree verdi, elementi di decoro urbano e una rete di mobilità sostenibile all’altezza. La bellezza è felicità. Poi occorre un piano per la sicurezza, da intendersi non con i proclami e i blitz propagandistici dell’assessore Polato, ma una seria di investimento per mettere in sicurezza scuole, attraversamenti pedonali, incroci stradali e un investimento serio di manutenzione di strade e marciapiedi. Infine il terzo tema è il trasporto pubblico. Occorre prendere atto che il filobus è un mezzo tecnologicamente obsoleto già ora, figurarsi quando (e se) entrerà in funzione. Serve un piano per la realizzazione di una metropolitana intercomunale che veda al centro il capoluogo e colleghi Villafranca con San Martino, e San Giovanni Lupatoto con Bussolengo. Bisogna cominciare a parlarne con i Comuni limitrofi». Benini infine annuncia di essere il nuovo capogruppo del Pd: «incarico che in mancanza di diverso accordo mi spetta da regolamento almeno per questa fase di transizione essendo il consigliere più votato».

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