Processo BpVi, legali Zonin: «lui come Ettore d’Iliade»

Ieri, al tribunale di Vicenza, nell’ambito del processo per il crac della Banca Popolare di Vicenza gli avvocati dell’ex presidente Gianni Zonin Nerio Diodà e Enrico Ambrosetti hanno presentato l‘arringa conclusiva, durata 5 ore. Come riporta Andrea Priante sul Corriere del Veneto nell’edizione di Vicenza e Bassano di oggi a pagina 17, Zonin, accusato di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza, secondo i suoi avvocati «è come l’Ettore dell’Iliade». Presenti in aula anche gli altri accusati: l’ex consigliere Giuseppe Zigliotto, gli ex vice dg Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta e Paolo Marin, e il dirigente Massimiliano Pellegrini. Assente invece l’ex dg Samuele Sorato, la cui posizione è stata stralciata per motivi di salute. «È un’indagine monca – ha affermato l’avvocato Ambrosetti – perché la procura doveva scegliere se proseguire rapidamente per raggiungere l’obiettivo, oppure indagare su tutti. In quest’ultimo caso l’udienza preliminare non sarebbe ancora iniziata».

Secondo il legale gli ispettori di Banca d’Italia, la società di revisione, il capo dell’Audit Massimo Bozeglav e l’ex vice direttore generale Adriano Cauduro sapevano dell’esistenza delle cosiddette «baciate», cioè il finanziamento finalizzato all’acquisto di azioni, ma non hanno detto nulla. Invece Zonin non sapeva e «non poteva che prendere atto di ciò che gli veniva presentato dal Collegio sindacale». Secondo Ambrosetti quindi non esiste alcun elemento di prova contro l’ex presidente. Nessuna delle lettere con le quali la banca si impegnava a riacquistare i titoli di alcuni investitori privilegiati, ha sostenuto Ambrosetti, portavano la firma di Zonin, bensì quelle di Sorato e alcuni vice.

(ph. Saporidelpiemonte.net)

 

Tags: , , ,

Leggi anche questo