Arena Verona, sindacati: «ancora ostaggio della politica»

Pubblichiamo la nota inviata dall’organizzazione sindacale Fials della Fondazione Arena di Verona.

L’organizzazione sindacale FIALS della Fondazione Arena di Verona conferma, e lo stigmatizza, l’operato della squadra dirigenziale della Fondazione, lautamente stipendiata e pienamente operativa, con i lavoratori che per il terzo anno saltano 2 mesi di stipendi, che continua a sabotare le relazioni sindacali su temi dirimenti richiesti dai sindacati quali il contratto aziendale, la salvaguardia dei salari attuali attraverso l’applicazione del nuovo CCNL – anche da Fondazione sottoscritto -, la trasparenza sul bilancio 2018, la programmazione artistica del Filarmonico e infine il dovuto stralcio del debito pregresso per ottenere i 9 milioni ministeriali.

Nell’incontro che il sindacato ha avuto con il consiglio di indirizzo la scorsa settimana è stato chiaramente riferito lo stato dell’arte delle relazioni sindacali, pari a zero; altresì si è reiterata la richiesta di accesso alle delibere consiliari per avere contezza, attraverso quanto ratificato, delle linee e del futuro della Fondazione. Nonostante l’assenso del presidente Sboarina ad oggi ancora si attendono le carte richieste. La mano destra non sa cosa fa la sinistra… ad essere ottimisti.

Nel frattempo i melomani, i cittadini e i lavoratori attendono che lor signori si degnino di dare cenni: una programmazione attraverso la quale vendere biglietti e abbonamenti al Filarmonico, una normalizzazione di questo Teatro da anni ostaggio della politica, prospettive di rilancio e qualità armonizzate alle professionalità dei lavoratori. Non c’è più tempo e vanno prese decisioni, decisioni che, per quanto analizzato e argomentato, potrebbero profilarsi ancora una volta funzionali ad una mera visione contabile e aziendalistica a scapito della qualità e la professionalità dei lavoratori, dal pubblico sempre riconosciuta.

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