Tagliamento e Livenza, Bottacin: «rischio idraulico, intervenire subito»

Si è svolto oggi pomeriggio a Latisana (Udine) un incontro a cui hanno preso parte, alla presenza del capo Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che lo aveva convocato, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e i comuni interessati alle problematiche di natura idraulica collegate al basso Tagliamento e al Livenza. «Sul piano della mitigazione del rischio idraulico come Veneto abbiamo messo in campo moltissimi interventi – ha sottolineato l’assessore alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin – e lo abbiamo fatto sempre utilizzando come base elementi e studi tecnici, che non possono essere lasciati al caso. E ciò va affrontato tanto più in materia idraulica, dove non ci si può fermare ai confini di natura geografica altrimenti, se perdiamo alcuni chiari riferimenti, tutto diventa molto più complicato».

«Nonostante le difficoltà del caso, che conosciamo bene – ha continuato Bottacin -, abbiamo da tempo affrontato in maniera molto precisa le problematiche relative al Tagliamento ma anche al Livenza, dove come Veneto stiamo per partire con un bacino di laminazione da circa 25 milioni di metri cubi d’acqua. Ora però sul Tagliamento non si può più tergiversare, ma è doveroso intervenire. Oggi perciò siamo qui per mettere di nuovo le carte sul tavolo con un approccio tecnico scientifico e con grande disponibilità per cercare di fare il massimo per tutta l’area interessata da un rischio che coinvolge due regioni. Senza indugi però: l’idraulica, l’acqua e il tempo non attendono le discussioni delle chiacchiere democratiche».

Anche il prof. Luigi D’Alpaos, tra i massimi esperti a livello europeo di idraulica e consulente della Regione Veneto, nel sottolineare che «parlando di acqua non ci si può fermare ai confini amministrativi», ha altresì evidenziato una serie di perplessità chiedendo con un intervento accorato «di non sottovalutare i numeri, che hanno un significato preciso e valgono soprattutto in ingegneria, per cui il primo ragionamento da fare va nel senso di individuare le trattenute a monte, onde evitare il rischio di lasciare con il fianco scoperto chi sta a valle».

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