Blocco traffico, salta a Rovigo: possono circolare tutti

Il blocco del traffico, che dovrebbe coinvolgere il Nord Italia, a Rovigo è saltato. Tutti potranno circolare. Un «pilatesco menefreghismo» della Giunta, secondo i consiglieri regionali del Partito Democratico Graziano Azzalin e Andrea Zanoni. «Il comportamento della Regione va oltre il solito scaricabarile, siamo alla totale irresponsabilità: la Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa, dire che non dipende anche dalle auto e girarsi dall’altra parte è un atteggiamento doloso», commentano.

«Lavarsene le mani dicendo che dipende esclusivamente dal sindaco e che l’accordo interregionale a quattro con Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna prevede suggerimenti e non obblighi, è un atteggiamento demagogico e pericoloso – continuano i due consiglieri -. Se un’ordinanza è sbagliata, ed è grave che a livello comunale un’amministrazione non sia in grado di redigerla correttamente, si riscrive. Invece si preferisce far finta che il problema non esista, dire che si tratta di una “norma assurda” oppure che le auto “incidono in maniera minoritaria sull’inquinamento”, come han fatto Corazzari e Bottacin. Gli assessori dovrebbero sapere quali sono i costi indiretti sul sistema sanitario dovuti alle patologie conseguenti all’inquinamento che colpiscono soprattutto le fasce più deboli, come anziani e bambini. Queste ordinanze sono in realtà necessarie perché l’Italia è sotto procedura di infrazione per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria e in caso di condanna rischia multe miliardarie con l’ipotesi assai probabile, di rivalsa sulle Regioni maggiormente inadempienti, come il Veneto. Se vogliono pagare, lo facciano di tasca propria».

«Gran parte del nostro territorio è una camera a gas – ricordano ancora i due consiglieri del PD -, gli sforamenti del Pm 10 sono ben oltre i limiti consentiti dalla legge in sei province su sette. E la Regione non è esente da colpe, a cominciare dall’approvazione di un Piano di tutela e risanamento dell’atmosfera, approvato nel 2016, che si è rivelato inefficace. L’inquinamento si combatte con misure obbligatorie per tutti i Comuni, con una regìa unica per pianificare, coordinare e controllare. È sbagliato e inutile dar mano libera ai singoli sindaci, perché le ordinanze a macchia di leopardo non servono a niente, lo smog non ha confini certi. Se poi i sindaci non sanno neanche redigere un’ordinanza, allora siamo a posto…».

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