Borgo Berga, Variati: «Bortoli un galantuomo»

L’ex sindaco replica a Dosa (Sviluppo Cotorossi). Intanto il Mibact scrive a Rucco: «chiarimenti urgenti su distanze dal fiume»

«Ho sempre ritenuto Antonio Bortoli un galantuomo tanto da tenerlo direttore generale fino alla fine. Mi sono adombrato con lui perché non rispose al pm, senza che io sapessi nulla, ma fu così consigliato dal suo legale. Rimase comunque direttore». Ribatte così Achille Variati, ex sindaco di Vicenza, alle parole di Paolo Dosa, amministratore delegato di Sviluppo Cotorossi («il signor Variati ha mandato a ramengo quel galantuomo di Bortoli, un professionista che ha fatto gli interessi della città»). La replica si riferisce all’accusa di lottizzazione abusiva che coinvolge Bortoli (a cui viene contestato anche l’abuso d’ufficio) assieme ad altri quattro, ovvero lo stesso Dosa, Alberto Rubegni ad del Gruppo Gavio, e Gianfranco De Vicari e Norberto Moser, amministratori della ditta costruttrice “Malco”. Nel 2016, Bortoli, che nel 2009 all’epoca della variante targata centrosinistra era dirigente all’urbanistica, decise di fare scena muta nei primi interrogatori del procuratore Antonino Cappelleri. Quella volta, Variati si disse «stupito e contrariato», ma non lo invitò a dimettersi perché convinto della bontà del suo operato. Convinzione che ribadisce oggi a Vvox: «ho sempre pensato e penso che il dottor Bortoli si sia comportato con correttezza nella vicenda del Piruea Cotorossi, su un piano urbanistico approvato dalla precedente amministrazione e dalla Regione. Non rispondere in quella fase al pm era comunque un suo diritto».

Nel frattempo, sull’ex Cotorossi, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali ha inviato al Comune di Vicenza una richiesta di «chiarimenti urgenti», resa pubblica dal consigliere d’opposizione Ciro Asproso (Coalizione Civica). Come riporta oggi il Corriere del Veneto a pagina 13 nell’edizione di Vicenza, il Mibact, citando due sentenze della Corte costituzionale del 1994 e del 2012, ricorda all’amministrazione di Francesco Rucco la questione del rispetto della distanza dal fiume: «il Comune di Vicenza non riterrebbe vigente la tutela paesaggistica in corrispondenza delle fasce spondali dei fiumi Bacchiglione e Retrone che interessano l’insediamento dell’ex-Cotorossi».

(ph. Comune Vicenza)

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