Spaccate a Padova, caro Salvini le parole non bastano

Sulla vicenda del tunisino arrestato il ministro scrive: «fuori dall’Italia questi delinquenti». Ma tocca proprio a lui allontanarlo

Qualcuno si prenderà la briga di informare Matteo Salvini e i suoi numerosi suggeritori che in Italia, come in tutti i Paesi del mondo, esiste un ministro dell’Interno e quel ministro, guarda caso, è proprio lui? A mio parere, egli per primo impressionato dall’enormità del caso, non se ne capacita, non se ne rende conto.

Come spiegare, altrimenti, l’ultimo tweet partorito a suo nome dall’allegra brigata dei suoi numerosi addetti stampa, pardon, addetti social? La polizia arresta un tunisino di 40 anni, Torch Ammor Ben Lazhar, irregolare, presunto autore delle spaccate ai negozi di Padova negli ultimi mesi. Ebbene, cosa fa il ministro? Scrive: “Fuori dall’Italia questi delinquenti!” (clicca qui per leggere la notizia).

Ottimo proposito. Bravo ministro. Viva.

Un momento: chi è che lo deve allontanare? Sono io, siete voi? A chi tocca? Ma no! Toccherebbe proprio a lui, a lui che è il ministro. Ma lui si limita a dire: fuori dall’Italia! E poi manda un abbraccio ai padovani. Ormai Salvini ha mandato baci e abbracci a mezza Italia, con particolare insistenza ai suoi nuovi amici siciliani, una mezza carezza può farla anche ai padovani.

Tuttavia ho la netta impressione che i commercianti di Padova, che hanno visto la vetrina dei loro negozi spaccata, delle carezze di Salvini non sappiano che farsene. E magari si aspettano che un ministro dica loro non quello che bisognerebbe fare, ma quello che lui farà con i modi e con i tempi.

L’essere al governo invece che all’opposizione comporta molti vantaggi, ma anche qualche scomodità: non si può più dire quello che gli altri devono fare, bisogna dire quello che si intende fare e come. E se le leggi non bastano, ne fai di nuove. La maggioranza ce l’hai. Gli italiani ti hanno votato. Continui a ripetere che il popolo è con te. Procedi.

I padovani questo devono dire forte e chiaro al signor ministro e al suo pallido referente veneto, il governatore Zaia: non vogliamo né abbracci né carezze. Vogliamo sapere quando rimanderai in Tunisia il signor Torch Ammor Ben Lazhar e con lui tutti gli irregolari che delinquono. Non quelli che hanno intenzione di delinquere, non pretendiamo tanto, quelli che lo hanno già fatto e continuano a farlo. Come il signor Lazhar che spaccava anche qualche anno fa, fu preso e lasciato andare a spaccare ancora. Con la soddisfazione delle forze dell’ordine che è facile immaginare.

Signor ministro. Ce l’hai promesso. Mantieni le promesse. Se non lo fai, tieniti i tuoi abbracci. Non vogliamo carezze da un imbroglione. Questo, ripeto, dovrebbero dire i commercianti di Padova. Forte e chiaro.

(Ph: screenshot diretta Facebook)

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