Spaccate a Padova, tunisino andava sfrattato: la Nalin nella tempesta

Il ladro non pagava l’affitto della casa popolare. Il sindaco di centrosinistra Giordani scelga tra governare la città e accontentare i centri sociali

Amor Ben Lazhar Torch, questo il nome del 39 enne tunisino preso dalla polizia con l’accusa di essere l’autore di alcune delle 37 spaccate che hanno angosciato i commercianti di Padova negli ultimi due mesi. Al di là dell’iter giudiziario, sono interessanti i dettagli forniti dalle forze dell’ordine: è emerso infatti che l’accusato vive in un alloggio popolare regolarmente assegnato alla sorella. Peccato che per stessa ammissione di Ammor Ben Lazhar Torch, lei fosse tornata in Tunisia. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte del sindaco Sergio Giordani, titolare tra le tante anche della delega alle politiche abitative, mentre appaiono molto timide le dichiarazioni dell’assessora al Sociale Marta Nalin: «il Comune agisce su segnalazioni che riceviamo ed in questo caso nessuno ci ha chiesto di intervenire». Scavando dentro la notizia pare però che proprio l’ufficio di edilizia popolare avesse fatto le opportune segnalazioni per morosità dell’affitto mai pagato.

Il caso si potrebbe relegare a pioggerellina passeggera. Purtroppo sfortuna vuole che a portare il barometro della giunta di Palazzo Moroni su “tempesta” sia la perturbazione Zaia-Salvini in materia di alloggi popolari e sgomberi, con paletti ben fissati per l’assegnazione e lo sfratto. Questo temporale agiterà le notti l’assessora Nalin. Non è un mistero che proprio per la sua origine politica l’assessora sia molto allergica alla politica degli sfratti e non è un mistero che i centri sociali abbiano dei riferimenti che siedono proprio nella maggioranza di Palazzo Moroni. Di fronte a queste premesse, potrebbe sembrare strano, ma le notti tempestose dell’assessora potrebbero essere risolte in una maniera molto banale: basterebbe che si spogliasse del vestito da militante e facesse semplicemente quello che è stata chiamata a fare: l’assessora alle politiche sociali. Per cui chi è in reale stato di necessità va aiutato, chi invece è un perdigiorno senza arte né parte va trattato di conseguenza.

Non sarà facile per Nalin, ma in suo aiuto dovrebbe arrivare tutta la maggioranza, in particolare Giordani, che paternamente dovrebbe metterla in guardia dal pericolo di perseguire con troppo unilateralismo i propri credo. Se la Nalin riuscisse a fare con umiltà questo, per lei forse anche doloroso passo, riuscirà a ripararsi dal temporale; diversamente sarà molto difficile non essere colpita da un fulmine che potrebbe provocare un black-out in maggioranza. Con le tempeste non si scherza.

(Ph. Facebook – Marta Nalin)

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