Buono libri a stranieri, Donazzan: «in Veneto nessun “caso Lodi”»

Infuria la polemica sulla Regione Veneto dopo che l’Anci ha sollevato la questione del buono-lbri negato ai bambini stranieri in quanto viene chiesto alle famiglie di presentare una dichiarazione dei redditi posseduti nel paese d’origine. «Dopo Lodi anche il Veneto è stato contagiato dalla foga razzista contro i bambini – dichiara in un comunicato la parlamentare veneta Alessia Rotta, vicepresidente vicario dei deputati del Partito Democratico -. C’è una odiosa gara a chi discrimina di più. Le istituzioni a guida leghista – prosegue la Rotta – negano il diritto allo studio, vero elemento di integrazione e vaccino all’ignoranza, ma, si sa, sono in tanti nel governo ad essere contro i vaccini, seppur culturali». «Il Veneto non si è inventato nessuna norma anti-immigrati – risponde l’assessore veneto all’istruzione Elena Donazzan -, si limita ad applicare la legislazione nazionale in materia di erogazioni e contributi e chiede ai Comuni di rispettarla. Tutto qui. Esattamente quanto accade in molti altri stati comunitari fra cui Spagna, Germania e Gran Bretagna.

«Nel caso del “Buono Libri” quindi non si è trattato di un’invenzione estemporanea –  aggiunge la Donazzan – ma più semplicemente dell’applicazione in ambito regionale del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, tuttora vigente, approvato Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Massimo D’Alema. Se la norma è varata da un “civile” governo di centrosinistra è sacrosanta, se la applica un governo di centrodestra è “discriminatoria” e “anticostituzionale”? E ancora: ci possiamo basare sull’autocertificazione per valutare l’effettivo stato di bisogno di centinaia di migliaia di residenti veneti di origine extracomunitaria? E come effettuare controlli fuori dai confini nazionali ed europei? In ogni caso, nessun aggravio per i Comuni – conclude l’assessore – .Spetta ora alla Regione verificare la corretta compilazione delle domande di contributo e della documentazione sulla situazione patrimoniale dei richiedenti».

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