Campagna contro utero in affitto, Donazzan: «minacciata di morte»

«Due uomini non fanno una madre». Questo il messaggio della campagna dell’associazione Provita Onlus (in foto) che sta scatenando polemiche in tutta Italia. Un’iniziativa ideata in protesta contro giudici e sindaci che hanno disposto la trascrizione o l’iscrizione di atti di nascita di bambini figli di “due madri” o “di due padri”, in particolare Virginia Raggi a Roma, Chiara Appendino a Torino, Beppe Sala a Milano e Luigi De Magistris a Napoli. In tutta risposta, la Raggi ha fatto rimuovere i manifesti affissi, mentre la collega Appendino ha dichiarato: «Sono famiglie nate dall’amore, continuerò a registrarle». In Veneto, la campagna è stata appoggiata dall’assessore Elena Donazzan, che è stata presa di mira dopo averla condivisa sui suoi canali social. «Stamattina, al mio risveglio, ho trovato il mio profilo Instagram zeppo di insulti e minacce», denuncia Donazzan. «Offese contro di me e contro i Veneti, offese contro chi la pensa come me, e dunque contro la stragrande maggioranza di chi ragiona in maniera sensata».

Secondo la ricostruzione dell’assessore, gli attacchi sarebbero arrivati principalmente da hater dell’associazione Generazione Famiglia. «Da quale pulpito viene la predica! Dagli esperti di democrazia, di diritti, di amore e di pace… che al primo pensiero diverso dal loro si manifestano per ciò che sono, leoni da tastiera, odiatori seriali, figli viziati di una società buonista. Non mi lascio intimidire da questi individui. Ho rimosso i loro commenti perché non posso accettare offese in cambio dell’esternazione di un mio pensiero: non ho costretto nessuno di loro a seguirmi, se non condividono le mie idee sono ben liberi di seguire qualcun altro, ma non certo di offendermi. E a chi ha minacciato di ammazzarmi a fucilate rispondo: ti aspetto dove vuoi visto che i codardi siete voi, non di certo io».