Gennari (M5S): «Sboarina “re tentenna” influenzato dall’Opus Dei»

L’ex candidato sindaco a tutto campo su Arena («Gasdia male minore, ma non sa gestire»), cattolici integralisti («solo una minoranza») e anti-abortisti («interessi economici»). E al ministro Fontana dice: «stia nel perimetro»

Con le dovute proporzioni e differenze, é un po’ il Dibba veneto. Alessandro Gennari, consigliere comunale ed ex candidato sindaco del M5S a Verona, ha toni più forti e posizioni più radicali della media, e soprattutto ha una sua schiettezza che rasenta il candore (il che, nella politicaccia marcia di involute ipocrisie, non é un vantaggio). Rispetto al suo omonimo che di cognome fa Di Battista, però, non ha una seconda chance immediata per essere spendibile al prossimo giro: compiuto l’attuale mandato, ne avrà già fatti due (il precedente in circoscrizione) e dunque, secondo le regole pentastellate, dovrà aspettare il 2023 per ricandidarsi, dopo due anni dalla fine di questa consiliatura. Nel frattempo, dà gas all’opposizione al centrodestra scaligero di Federico Sboarina, e tenta di buttare acqua sui fuochi di divisione interna a un Movimento in Veneto dove il dissenso é ormai aperto (vedi caso Bartelle in Regione, o nella stessa Verona dove i rapporti fra lui e l’altra grillina, Marta Vanzetto, sono notoriamente non idilliaci).

E’ finito sulla stampa nazionale il caso da lei sollevato dell’ex dipendente di Verona Fiere che avrebbe continuato a lavorare per la spa di proprietà quasi totalmente pubblica come consulente, e per il quale ne é uscito un tale vespaio, dovuto al diniego della società di consegnarle gli atti, da coinvolgere il Difensore civico e l’Anac, che ha aperto un’istruttoria. Il consulente, fra l’altro, é venuto anche a trovarla personalmente, con sua sorpresa e indignazione. Com’è finita la vicenda?
Non é finita. Il pronunciamento del Difensore civico é stato impugnato da Verona Fiere, e non so se Anac ha inviato i suoi uomini o ha chiesto documenti. Ma quel che é certo é che qui c’è una mancanza totale di trasparenza. Se uno non ha nulla da nascondere, perché nascondersi? In base allo status di diritto privato, per i lavori si segue il criterio dell’aggiudicazione diretta di lavori e consulenze. E chi mi dice che non lavorino sempre gli stessi? Ricordo che Cantone (il commissario Anac, ndr) che la corruzione può nascondersi dietro le opacità sulle consulenze, e con il caso Giacino qui a Verona abbiamo già visto cosa vuol dire.

Sul debito e la guerra fra vertici alla Fondazione Arena il sindaco é dovuto intervenire per mediare, ma la situazione é tutt’altro che pacificata. Poteva agire diversamente, secondo lei?
Sboarina é un re tentenna, e sull’Arena pende dalle labbra di Gianmarco Mazzi (responsabile extra lirica, ndr). Ha di fatto disconosciuto la sovrintendente Gasdia, farà fare quest’anno al direttore generale De Cesaris… Non sta facendo quel che dovrebbe fare la politica, ad esempio sul credito che il Comune ha verso la Fondazione: 9 milioni di euro che farebbero molto comodo. Di fondo, c’è un problema di patrimonio: basterebbe che il loro ministro degli interni, Salvini, concedesse ad esempio la caserma a San Zeno, anche per dare alla fondazione una struttura fisica, e così risparmiare anzichè pagare tutti quegli affitti in Zai a Biasi o al Teatro Filarmonico. Il sindaco aspetta il ministro della cultura Bonisoli? Io sono convinto che Bonisoli non mi muoverà prima di aver visto un business plan serio. Ogni accordo e programma è carta straccia, senza una decisione del Consiglio d’Indirizzo. I contratti di lavoro sono fermi, la Gasdia annuncia un coro di voci bianche per il Mefistofele: e come lo paga? Il Consiglio d’Indirizzo non approverà mai uno sforamento di bilancio.

Lei vede tutto nero, praticamente. Anche sull’azione di responsabilità contro l’ex sindaco Tosi e l’ex sovrintendente Girondini?
Arena Extra, di cui non si sa nulla, deve 12 milioni di euro alla Fondazione. La Corte dei Conti ha fatto bene a provocare la mossa contro Tosi e Girondini. Scagiono un po’ la Gasdia, che è il minore dei mali. Ma se poi metti come dg uno che fino a prima di occupava di furgoni…

In che senso “minore dei mali”?
Posto che io nel Consiglio d’Indirizzo avrei privilegiato le competenze interne o orbitanti alla Fondazione, avrei cercato un sovrintendente con gli attributi, guardando al panorama internazionale.

E allora in che senso la scagiona?
Nel senso che lei almeno la Fondazione Arena la ama davvero. Ma cantare non è saper gestire.

Lei prima ha definito Sboarina “re tentenna”. Anche sul caso Agec, il cui responsabile Niccolai é in rotta col suo referente politico e “superiore” diretto, il presidente di Agsm, Michele Croce, leader di Verona Pulita?
Ormai non so più quanti di Verona Pulita siano rimasti vicini a Croce, che ha centrato troppo tutto su di sé. A Sboarina, comunque, non interessa la gestione delle partecipate, a Sboarina interessa solo mantenere la stabilità della maggioranza, che é sempre precaria.

Sulla mozione per finanziare le associazioni anti-abortiste e il compromesso di condanna “ma non troppo” sulle parole omofobe del consigliere comunale leghista Zelger il suo movimento si è posto come nettamente antitetico rispetto al centrodestra. Eppure anche fra i vostri elettori ci sono cattolici.
Siamo antitetici, sì. Quella mozione non ha nulla a che vedere con le competenze comunali. Ma sia chiaro che non abbiamo niente in contrario ad aiutare le donne in situazioni di difficoltà. Ma per questo ci sono i consultori pubblici. Quanti finanziamenti ha preso la Fondazione Vita Nova, legata a vecchi politici democristiani, e già finanziata dalla Regione?

Mi sta dicendo che dietro le grandi affermazioni di principio ci sono i soliti e più prosaici interessi di qualcuno?
Ma è lampante! Utilizzano Zelger come capro espiatorio, quando si sa fin dall’inizio che Sboarina é influenzato dalla falange dell’Opus Dei. Ma la Lega a Verona non è una, é divisa in due: c’è la parte più progressista che si riconosce nel capogruppo Bonato, e l’altra che fa riferimento al ministro Lorenzo Fontana.

Che é ministro della Famiglia nel governo in cui voi del Movimento 5 Stelle siete come forza principale, alleati nel famoso “contratto” con la Lega, che a Verona e in Veneto combattete. Scusi, ma non costituisce proprio nessun problema, questa schizofrenia? Può durare così ancora per molto?
Sì, se viene rispettato il contratto di governo. Da cui i temi etici sono fuori. I consiglieri comunali e regionali del Movimento portano alla luce le contraddizioni della Lega, ad esempio sulla Pedemontana che la Lega spinge solo per motivi monetari.

Resta la schizofrenia. E’ un’alleanza obtorto collo, vogliamo chiamarla così?
Sì, chiamiamola così.

Con Fontana ministro. Che al di là delle sue opinioni personali, dovrà prima o poi fare il ministro, cioé prendere decisioni anche sui temi etici, perchè riguardano la famiglia.
Vero, ma non su quei temi.

Quelli legati alle coppie omosessuali, per esempio. E allora su quali?
Ma ha una prateria aperta, per favorire il welfare familiare sulle famiglie, anzi sulla famiglia in senso lato.

Insomma, per lei c’è un perimetro che Fontana dovrebbe seguire.
Sì, quello del bambino, indipendentemente da chi l’ha partorito. Un bambino é sempre un bambino. In un post su Facebook ho scritto provocatoriamente: “a questa amministrazione interessa così tanto con chi scopiamo?”.

A Verona c’è una forte presenza di cattolicesimo intransigente, che proprio qualcuno dei vostri ha definito medievale. C’è una sorta di medievalismo veronese?
No, non c’è una peculiarità di questo tipo. Verona é un crocevia da sempre, i veronesi sono abituati all’accoglienza.

Abbia pazienza, ma nel resto del Veneto non c’è una corrente cattolica integrale così forte come a Verona.
C’è questo 20% di veronesi che la pensano come questi individui, perchè se vai a togliere le astensioni e fai i conti, alla fine Sboarina è stato votato da questa minoranza. Ma è una minoranza molto influente anche sul piano economico, basti pensare all’Opus Dei, alle associazioni legate alla Chiesa, allo stesso vescovo, che é un integralista. Figuriamoci: se nascesse ora, Gesù sarebbe scambiato per un rivoluzionario.

Intanto voi siete attraversati, in Veneto, da una accesa e aperta dissidenza, e parlo della consigliere regionale Bartelle contro Berti, che fra l’altro è anche il proboviro nazionale. Non hanno le loro ragioni, coloro che criticano la linea ufficiale di aver tradito le origini?
La loro dissidenza é marginale. Ogni volta che si avvicinano le elezioni ci sono spaccature, come é avvenuto a Vicenza o come é stato per le europee. Per me si può discutere liberamente, ma trovo che alcune posizioni siano dovute a immaturità.

Immaturità? La Bartelle sarebbe immatura?
Io posso capire le sue posizioni, ma sta rompendo decisioni prese a maggioranza. Possiamo discutere in tutti i modi, ma vivaddio si può cercare una soluzione di sintesi? Vuoi restare, o vuoi andare via?, chiedo.

Ma l’immaturità che c’entra?
A livello di consigliere comunale no, ma quando arrivi in Regione o al parlamento europeo, la prospettiva di vita cambia. Teniamo presente che prima erano tutte persone comuni.

Di qui anche il dilettantismo di cui siete accusati, e di cui fornite prove quotidianamente.
Siamo inesperti, ma siamo migliori di quelli che c’erano prima, e lo stiamo dimostrando. In Veneto, ad esempio, penso all’ottimo lavoro fatto dal consigliere Brusco in commissione sui pfas.

Ma sulla Pedemontana ora siete diventati accomodanti.
Ma non si può chiudere tutto dall’oggi al domani! La linea comunque resta la stessa.

Cambiano gli uomini, però. E con loro, la linea. Sul piano nazionale, se Di Maio non dovesse farcela, subentrerebbe Di Battista?
Anche qui: fino a cinque anni fa non li conosceva nessuno, e fra cinque anni ci saranno altri. Potrebbe essere Mario Rossi, un domani. Nessuno é indipensabile, nel Movimento.

(ph: Facebook Alessandro Gennari)

Tags: , , ,

Leggi anche questo