Sicurezza a Padova, Giordani allo sbaraglio. Mal consigliato da Bettin

Il portavoce, che è un politico, non pare aiutare granché il sindaco di centrosinistra. Spiegandogli magari la legge fatta dal Pd

Inizio settimana abbastanza turbolento per la vita amministrativa cittadina di Padova, tanto da sfiorare l’incidente diplomatico. Lunedì scorso la Sala Anziani di Palazzo Moroni è stata concessa agli attivisti del centro sociale Pedro per un attacco quasi senza precedenti al questore, reo di aver firmato dei fogli di via a 6 cittadini, peraltro tutti presenti, che hanno partecipato in maniera “attiva” agli scontri con la polizia del 17 luglio 2017. Il tutto è stato ben sostenuto da Coalizione Civica che ha tenuto a precisare la propria contrarietà all’utilizzo di questo strumento definito un atto politico per allontanare persone scomode. Il sindaco Giordani ed il vicesindaco Lorenzoni, barcamenandosi, hanno cercato di trovare un equilibrio schierandosi dalla parte del questore e allo stesso tempo sostenendo che la casa comunale è aperta a chiunque voglia esprimere le proprie idee, basta che venga rispettata la legalità.

Potrebbe anche passare come leggerezza compiuta per accontentare la sempre esigente Coalizione Civica, ma in realtà in tema di sicurezza la maggioranza civica sta giocando con il fuoco. Se infatti si potrebbe chiudere un occhio sul fatto in sé stesso, difficilmente non si possono non notare le parole di fuoco che molto spesso, proprio gli esponenti arancioni hanno riservato al ministro degli Interni Salvini, considerato un vero pericolo. Ma se in quella parte sono ben note le idee, è difficile dimenticare come il sindaco Giordani, abbia fatto dei distinguo per quanto riguarda la sicurezza a Padova: «io sono responsabile della salute dei cittadini, per la sicurezza rivolgersi a chi di dovere».

Peccato che nella fattispecie il primo cittadino, a cui va concesso il beneficio di provenire dal mondo civico, sia mal consigliato dal potente portavoce Massimo Bettin (nella foto, dietro il sindaco Giordani) che probabilmente gli fa fare un po’ di confusione in materia di responsabilità e sicurezza. E’ ormai inequivocabile che il sindaco abbia competenza e responsabilità in materia di sicurezza urbana, da quasi trent’anni, ed i propri “poteri” sono oggi divenuti sempre più ampi anche in forza del decreto Minniti, che lo stesso Bettin dovrebbe conoscere bene, tenuto conto che l’ex ministro dell’Interno fa parte del Partito Democratico, per cui era segretario provinciale.

È proprio il portavoce Bettin che dovrebbe guidare il sindaco onde evitare incauti scivoloni che rischiano di sfociare in incidenti diplomatici con la questura. Invece pare quasi che si voglia relegare il sindaco al ruolo di mero amanuense cercando di scaricare le responsabilità altrove. Sarebbe bene che sia lo stesso Giordani a voler osare di più impersonificando in maniera completa il proprio ruolo di amministratore con le competenze che la normativa stessa gli concede (piccolo consiglio: ripassarla), raccogliendo anche l’ampia disponibilità proprio del questore Paolo Fassari, che proprio alla viglia della discussa conferenza stampa del centro sociale Pedro, dalle colonne di un quotidiano ha chiesto a gran voce l’aiuto di rendere più sicura la città, rilanciando la partecipazione ed il controllo del vicinato. Ci pensino a Palazzo Moroni: dopo tutto basterebbe semplicemente mettere in pratica i poteri messi a disposizione della legge.

(ph: Facebook – Associazione Amopadova)

Tags: , , ,

Leggi anche questo