Cartacei addio: il presente è dei giornali on line e dei social

Cresce la diffusione dei media digitali e il numero degli utenti social, mentre la tv tradizionale, pur risentendo dell’attacco dei servizi streaming, resta il media più amato in Italia. Sono questi alcuni dei principali trend di consumo fotografati dal 15esimo “Rapporto sulla comunicazione” del Censis, che dal 2001 monitora i consumi dei media analizzando i cambiamenti nella dieta mediatica degli italiani e la loro ricaduta sulla vita del Paese.Dai dati emerge che l’uso di internet e degli smartphone interessa rispettivamente il 78,4% e il 73,8% degli italiani, e nel 2018 il primo ha registrato una crescita del 3,2%, il secondo dell 4,2%. In crescita anche gli utenti dei social network, che salgono al 72,5% della popolazione, con più della metà degli italiani che sceglie Facebook (56%) e YouTube (51,8%). Tra gli altri social un notevole balzo in avanti lo registra Instagram, che raggiunge il 26,7% di utenti con 55,2% di giovani; al contrario declina Twitter, che scende al 12,3%.La televisione tradizionale però resta ancora oggi il media più amato. L’89,9% di italiani vedono la tv digitale terrestre e il 41,2% la tv satellitare,
Lo sviluppo impetuoso dei media digitali si accompagna ad un discorso diametralmente opposto che riguarda la carta stampata e l’ampliamento del press divide: il 56% degli italiani non contempla abitualmente nella sua dieta mediatica i mezzi cartacei, libri, giornali, riviste, periodici di carta.

Crisi anche del libro e dei lettori: solo il 42% degli italiani ha letto almeno un libro nel corso dell’anno e gli e-book si fermano all’8,5%. Una tendenza che paradossalmente si accompagna ad un aumento dei livelli di istruzione per una maggiore incidenza di laureati. Se i telegiornali sono ancora la principale fonte di notizie per gli italiani il “Rapporto” fotografa il crollo dei lettori dei quotidiani. Se nel 2007 il 67% degli italiani non rinunciava alla lettura del quotidiano la percentuale è scesa al 37,4% nel 2018 (anno in cui peraltro si registra un +1,6% di utenza). Un calo che non è stato compensato dalle testate on line dei quotidiani seguiti dal 26,3% degli italiani mentre crescono molto gli aggregatori di notizie e i portali generici di informazione (46%).

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