Padova, Giordani e Lorenzoni riaprono Ztl: addio “politica dal basso”

La giunta di centrosinistra cede alle pressioni e cambia idea. Nell’imbarazzato silenzio di Coalizione Civica

In questi giorni di blocco euro 3 ed euro 4 a Padova, tra le solite polemiche si sono alzate anche voci di preoccupazione per l‘inquinamento in città. Voci tuttavia labili che non giungono dai commercianti o da alcuni residenti “privilegiati”, bensì da tanti cittadini che in campagna elettorale hanno creduto possibile riappropriarsi di una politica partecipativa, affidando a Coalizione Civica la speranza di una città più verde, in cui «multe e parcheggi saranno destinati al finanziamento del trasporto pubblico, creando così un circolo virtuoso culturale ed economico: il trasporto privato finanzia quello pubblico.

L’idea di mobilità per Padova avrà successo se le auto in circolazione diminuiranno, se i passeggeri sui mezzi pubblici aumenteranno, se i livelli di inquinamento caleranno, se i cittadini perderanno meno tempo imbottigliati nel traffico e se saranno più felici della propria città». Viene da chiedersi come da questi propositi si possa pensare di riaprire la Ztl, permettendo il transito delle auto in centro storico la sera e la domenica.

La risposta del sindaco Sergio Giordani è sempre la stessa: egli si dichiara uomo del dialogo, che ascolta le richieste di tutti, e che deve naturalmente mediare tra interessi contrapposti. C’è da chiedersi quanto il suo sia un ascolto davvero teso alla mediazione, e quanto invece una resa a (pesanti) pressioni lobbistiche. Peraltro esercitate da un ridottissimo numero di ristoratori. Di certo il sindaco Giordani, il quale mercoledì sera ribadiva a una emittente locale di non essere «responsabile della sicurezza, ma della salute», dovrebbe non sottovalutare il peso che certe (improvvide) scelte hanno nell’impatto ambientale della nostra città e sulla vita (e sulla sicurezza! di tutti i cittadini. Ricordandosi, peraltro, che egli ha proprio la delega alla “sicurezza urbana”, mentre quella alla salute è in capo all’assessore Francesca Benciolini, come ben evidenzia il sito istituzionale “padovanet.it”. Il vicesindaco Arturo Lorenzoni, invece, vanta una strabiliante capacità nel cambiare opinione, quasi a temere il detto che “solo gli stupidi non cambiano opinione”.

Tanto che dalla volontà e messa in opera dell’estensione degli orari di chiusura della Ztl dello scorso 23 Luglio, dopo aver riaffermato che «l’alternativa non può essere quella di tornare agli orari precedenti. E nemmeno quella di multare ogni sera e ogni domenica le auto parcheggiate in divieto di sosta: i vigili urbani, infatti, servono per risolvere problemi emergenziali e non strutturali» [19 settembre 2018, Corriere del Veneto, e pur sostenendo che «fare marcia indietro e riproporre la situazione precedente sarebbe una sconfitta non tanto per me quanto per tutta la città. Due mesi e mezzo fa abbiamo deciso questo provvedimento per mettere un po’ di ordine in centro storico e per far sì che il cuore di Padova fosse più bello, più pulito e più vivibile. E mi pare che qualche obiettivo l’abbiamo raggiunto», é giunto a dichiarare, il Lorenzoni, che «se la volontà della città è quella di tornare indietro, non sarò di certo io a mettermi di traverso» [6 ottobre 2018, Corriere del Veneto].

Con la foglia di fico che ciò non vorrà dire che sarà tollerato il parcheggio selvaggio a ridosso delle piazze e del ghetto. Anzi, saranno costretti a mandare più vigili a fare le multe e a montare alcuni paletti anti-sosta nelle zone off limits per le auto. Tutto bene, quindi? No. Il vicesindaco sa perfettamente che la tolleranza per il parcheggio selvaggio dipende dalla scarsità di risorse di cui dispone il Comune. Aps ha un solo carro attrezzi (che tiene ovviamente a disposizione per incidenti o emergenze), mentre la polizia locale è sotto organico (nonostante il gettito delle multe previste nel 2018 sia circa 18 milioni di euro, di cui circa 2 milioni e mezzo di euro potrebbero essere usati per le assunzioni di ausiliare del traffico). Che il prof. Lorenzoni cambi spesso opinione, già lo si sapeva: dall’imminente insediamento di Leroy Merlin, e relativo traffico in uno degli snodi più delicati della città, al nuovo ospedale che avrà un notevole impatto di consumo di suolo, alla “devastante” nuova pediatria sulle mura cinquecentesche.

Ora si aprirà nuovamente la Ztl, mentre tutte le città del Veneto sono da anni in strenua difesa delle proprie aree più centrali. E tuttavia una alternativa ci sarebbe, solo se si volesse usare l’immaginazione: ad esempio, allestire immediatamente un parcheggio di superficie nell’ex-caserma Prandina, in attesa di soluzioni più strutturate. Ma si sa, anche “pensare” e “immaginare” costa fatica. Se fino ad ora ci siamo occupati delle volubili parole dei due amministratori, ciò che fa più rumore è il silenzio di Coalizione Civica proprio su queste importanti scelte che si sono rivelate duri colpi, forse mortali, al miglior esempio di partecipazione dal basso alla vita politica di un paese: le continue imposizioni, mediazioni più o meno forzate, non fanno che allontanare la “base” da Lorenzoni, che per ora rimane circondato dai suoi militanti. Tanto preoccupati di crear danno al movimento, e alla giunta, da accettare rassegnati, o meglio silenziosamente, qualsiasi scelta (o ripiego “tattico”) del loro “leader”. Ma quanto durerà? E soprattutto, non facendo sentire la propria voce, anche se contraria, cosa sarà di quell’esperimento coraggioso di “politica dal basso” quando decidessero di ripresentarsi alla prossima tornata elettorale? Dagli umori dei loro elettori, temo ben poco. Ahimè.

(ph: Facebook –  InCivilis Padova)

Tags: , , ,

Leggi anche questo